martedì 8 settembre 2020

SILVIA BERLINGOZZI, BODY AND SOUL.

Care lettrici e cari lettori,

Oggi vi presento una calciatrice e sportiva che ha, tra le sue altre doti, quella di un'intelligenza e una sensibilità che possono mettere in difficoltà e quasi disarmare un interlocutore; ma per me è un grande piacere incontrare persone come Silvia Berlingozzi, molte idee e tutte ben chiare, una vita piena della quale, per quel poco che ho capito di lei, non va sprecato nemmeno un minuto.
 Laterale del San Giovanni, anzi potrei dire del mio amato San Giovanni ormai, Silvia è stata una delle giocatrici che ho conosciuto per ultima, ma non è affatto un nuovo acquisto, anzi  di questa squadra è una veterana, e sono felicissimo di aprire proprio con lei la nuova stagione, che  presenta una rosa perfettamente bilanciata tra rinnovo e tradizione, visto che Mirco e Noemi hanno voluto mantenere tutto il gruppo storico pur aggiungendo gli innesti, cinque finora, necessari per affrontare un campionato impegnativo come quello di A2.
Ma non voglio anticiparvi altro, perchè Silvia è una persona da conoscere domanda dopo domanda, capitolo dopo capitolo.

Ciao Silvia, grazie ancora di aver accettato questa intervista! vuoi innanzitutto presentarti ai lettori?

Salve a tutti, ciao Omar, ti ringrazio subito per il tempo, l’entusiasmo e la passione. È davvero interessante trovare progetti come il tuo che danno spazio a voci femminili. Leggere le storie di tante donne e del loro legame con lo sport mi da la conferma di quanto il gioco, oggi, diventi uno strumento fondamentale per l’emancipazione.
Sono Silvia Berlingozzi, classe ’91 e oltre al mio lavoro, le passioni e i viaggi, pratico da sempre sport. Ad oggi posso dire con estrema sicurezza che il gioco di squadra ha delineato alcuni aspetti importanti del mio carattere ma soprattutto è stato fondamentale per lo sviluppo di caratteristiche sociali come l’altruismo, l’empatia, la solidarietà e l’equità. Da sempre, nella vita e nel gioco ho odiato i soprusi e le prevaricazioni, e nonostante se ne parli poco, anche nello sport esistono forme di discriminazione, dal bullismo al nonnismo.

Silvia Berlingozzi.


Ti ringrazio molto sia per i complimenti che per la sincerità. Purtroppo hai ragione da vendere,negli sport di squadra, specialmente in età adolescenziale, talvolta possono crearsi pericolose dinamiche che possono portare alcuni soggetti all'allontanamento dal mondo sportivo con relativi traumi, quindi grazie per averne parlato, sei la prima su questo blog che lo fa in modo così esplicito. Fortunatamente gli aspetti positivi sono quelli preponderanti, che portano chi ama lo sport a superare fasi delicate per consacrarsi a esso fino all'età adulta, ma non tutte e tutti ce la fanno.
Dunque, iniziamo dai tuoi primi passi nel mondo dello sport; se il calcio a 5 è lo sport del tuo presente, prima ce n'è stato un altro che hai praticato fin da bambina, il Basket; cosa ci puoi dire delle tue prime esperienze da cestista?

In prima elementare mi approcciai alla pallavolo e rimasi scioccata perché in un anno toccai la palla da gioco una sola volta, furono perlopiù tutti allenamenti ginnici che niente avevano a che fare con lo sport in questione. L’anno dopo quindi decisi, per l’immensa gioia di mio padre (ex cestista), di provare il campo del basket. Ero in seconda elementare, era settembre 1997, e con le amiche ci spostammo in massa da uno sport all’altro. Per 10 anni abbiamo studiato e giocato insieme nel USD Terranuova basket, senza mai lasciarci, eravamo delle pazze scalmanate. Abbiamo fatto perdere la pazienza a chiunque, dagli allenatori agli accompagnatori, ma vincevamo, perché ci divertivamo moltissimo. Gli ultimi anni, tra il 2007-2008, ci siamo dovute confrontare con la possibilità di andare in prima squadra, ci allenavamo con loro e a causa di questo cambiamento di gioco e di mentalità, rimanemmo in pochissime. Ma nella mia categoria avevo ancora qualcosa da dire e per due anni di seguito fui convocata agli “All star game”, esperienza bellissima che ricordo con un pizzico di orgoglio. 
Alla fine del 2008 ero rimasta sola, non avevo più il mio gruppo e non mi sentivo assolutamente integrata, decisi allora a inizio 2009 di spostarmi in un’altra società per giocare con le mie coetanee. Arrivai alla Polisportiva Galli e ad accogliermi trovai uno splendido gruppo, a settembre 2009 decisi di ricominciare con loro ma agli inizi 2010 per motivi familiari decisi di fermarmi. Durante l’anno nella polisportiva crebbi moltissimo, ebbi di nuovo il piacere di giocare con Carlotta Nannini (ex Terranuova ed ex azzurrina) e di confrontarmi con atlete fortissime che oggi fanno professionismo come Elena Bindelli, inoltre allenandomi anche con la prima squadra (B eccellenza) ebbi la fortuna di imparare da persone di esperienza ma anche di grande umiltà e pazienza.

 Eh, insomma, chapeau! non solo per i risultati ottenuti e per l'All star game, ma per il gruppo che avete creato, scalmanate si, ma con le quali hai però scritto belle pagine di sport e di amicizia, ed è questo che rimane alla fine, visto che per voi donne  soddisfazioni anche in senso economico non sono quasi mai contemplate.
Dopo il tuo diploma il solo Basket iniziò a restarti stretto, e decidi di dedicarti al Futsal, fondando con altre tue ex compagne del Basket una società ex novo, la Futsal femminile terranuovese; ci racconti questa bellissima tua prima avventura nel calcio a 5?

Esatto, da gennaio 2010 a giugno 2010 rimasi ferma e dopo il diploma mi avvicinai ai primi tornei estivi di calcetto femminile. A settembre io e le mie vecchie compagne di basket e di vita decidemmo di fondare la nostra società per iscriverci al campionato amatoriale Anspi Valdarnese.
Avevamo voglia di giocare di nuovo tutte assieme, le società di pallacanestro avevano in parte deluso le nostre aspettative, e quindi pensammo di fondare qualcosa di tutto nostro, gestito interamente da noi giocatrici con l’aiuto ovviamente di qualche appassionato. In tre anni ottenemmo buoni risultati, migliorammo tantissimo, ma non mancarono crociati rotti e risse. Era tornata fuori la nostra indole ribelle degli 11-12 anni. Furono anni splendidi. A fine stagione 2013 i ragazzi che erano nella dirigenza ci proposero un campionato Uisp per il settembre successivo. Avevamo così la possibilità di alzare il livello, confrontarci con squadre nuove e soprattutto giocare il vero futsal, all’interno e su parquet! Che dire, sono innamorata di Terranuova, ma ci sono dei perché, e uno di questi è il palazzetto dello sport. Finalmente potevo tornare a giocare nello stesso palazzetto dove avevo concluso a malincuore la mia carriera con l’USD Terranuova basket, fu una piccola rivincita sono sincera. Roberto Bonaccini fu il primo allenatore “non amico”, con lui una bellissima esperienza che portò ad accrescere le nostre conoscenze tecniche. L’anno successivo, ovvero stagione 2014-2015, fu riconfermato Mister Bonaccini e ci venne proposto l’accorpamento societario con la Futsal Terranuovese maschile dandoci così la possibilità di disputare il nostro primo campionato FIGC. Fu un anno intenso, con nuovi ingressi nel gruppo e trasferte abbastanza impegnative, tutto sommato fu un’esperienza formativa.

Una bella scalata, e un racconto davvero appassionante, sono queste le storie che è bello leggere!!
Dopo, sei ritornata al Basket, ma l'amore per il Futsal si faceva sentire, e quindi salomonicamente hai deciso di praticare entrambi; ci racconti del periodo vissuto "Tra due mondi?"

Esattamente, vivevo per lo sport, mi aiutava nei momenti difficili, era una vera e propria cura per l’anima oltre che per il fisico. 
Dopo il primo anno in FICG, dove disputammo un campionato a 6 squadre, ed essere arrivate ultime con 3 punti, capimmo che qualcosa doveva cambiare, purtroppo non ci furono gli estremi per iscriversi alla stagione successiva e la squadra si sciolse. Sabrina Tanzini e Laura Petriella (portiere), furono chiamate dal Firenze e io rifiutai per ascoltare quel desiderio accantonato da troppi anni di riprendere in mano la palla a spicchi. Chiesi alla società della Synergy di San Giovanni Valdarno di poter far parte della prima squadra femminile che disputava un campionato di serie C, e loro accolsero la mia richiesta positivamente. Un gruppo bellissimo, compagne fantastiche, amiche tutt’oggi. Non avrei mai pensato che a 24 anni potessi ancora imparare qualcosa sul basket e invece grazie al coach Alessandro Greco, nonostante svariate panchine, credo di essere riuscita ad affinare tecnica e a scoprire anche nuovi punti di forza, e lui mi ricorda ancora come la sua “contropiedista preferita”. Ma a stagione appena cominciata non ero proprio convinta di abbandonare il calcetto, e quindi tornai sui miei passi disputando di nuovo nel campionato Anspi valdarnese. A questo punto a novembre 2015 su 7 giorni della settimana 5 erano dedicati allo sport, talvolta con doppia seduta. Ricordo con particolare simpatia il lunedì, giorno di allenamento al palazzetto della synergy intorno alle 20 e fuga immediata con cambio d’abito per andare alla partita di calcetto. Fu Daniele Scarpellini, attuale mister ad accettare la mia richiesta, perché ovviamente non potevo garantire il massimo delle presenze, ma alla fine dell’anno riuscì a gestire tutto abbastanza egregiamente. 


Con la Synergy, stagione 2015/2016


A fine stagione 2016 proposi a Daniele di tentare il salto in FIGC e quindi cominciò una collaborazione con la Futsal Terranuovese, e a inizio stagione 2016-2017 le società si fusero tornando così nel mio amato palazzetto, ma comunque il mio cuore mi teneva stretta al basket e a quel gruppo di amiche. Quindi per due stagioni praticai due sport, e ne fui felicissima, l’allora fidanzato un po’ meno.

Ottaviano Pazzi terranuovese stagione 2016/2017.


Per fare una breve considerazione, senza dilungarmi troppo, riconosco tante assonanze tra questi due sport, motivo per cui ho sentito subito familiarità con il calcetto, ma in assoluto con il futsal: i movimenti sul parquet, le diagonali, i rimpiazzi, sono concetti con cui ho avuto sempre a che fare, in qualche modo sono stata facilitata nell’ingresso in questo mondo proprio per questi motivi. Chiaramente non posso dire la stessa cosa per la tecnica, per la quale serve la malleabilità dell’infanzia, e io ormai ero già abbastanza strutturata sportivamente.

Le due anime sportive di Silvia.




Ho praticato Basket per qualche anno, a livelli più che amatoriali però arrivandone a capire quel tanto da condividere appieno le tue riflessioni;  il Futsal l'ho solo visto in televisione ma ne ho colto anch'io qualche somiglianza, qualche assonanza, e da un certo punto di vista mi sto pentendo di non averlo praticato, non ho talento ma mi sarei divertito parecchio, come con il basket, ma non avevo la forza e la costanza che hai avuto tu.
 Dal settembre 2017 sei approdata al San Giovanni calcio a 5, dove ormai militi da tre stagioni. Ci vuoi raccontare questi anni? i momenti magici, le storie più belle, le persone presenti e passate, tutto quello che vuoi!

Apro questa risposta con un piccolo aneddoto: stavamo giocando l’ultima partita di campionato della stagione 2016-17 a Lucca con la mia squadra di basket, nei primi 7 minuti del primo quarto feci 5 falli, l’arbitro prima di buttarmi fuori mi disse (con fare minaccioso): “signorina, non stiamo giocando a calcio!”, passai il resto della partita a fissare il vuoto e a domandarmi se veramente il mio fisico non si stesse davvero strutturando e impostando (direi anche in modo naturale) per un gioco più impattante, non che il basket non lo sia, ma sicuramente a livello fallistico permette molto meno. Quindi a settembre 2017 decisi che avrei dedicato più tempo al futsal, per la voglia che avevo di imparare, per misurare le mie capacità e capire dove potevo arrivare con questo sport. Dopo una breve parentesi ospedaliera a ottobre cominciai ad allenarmi con il San Giovanni calcio a 5.
Sarò sincera, per me i momenti magici sono fatti da persone magiche, e in questo percorso ne ho trovate molte. Parlo di donne con le quali ho condiviso momenti memorabili, per la ricchezza di divertimento e di spensieratezza, perché nonostante le partite perse, le dita girate, i piedi rotti, i chilometri nelle terre del confine toscano, abbiamo sempre avuto una storia incredibile da raccontare, quello che per gli spettatori era il retroscena, il post allenamento, la cena, il fine settimana al mare, per noi era un momento magico di aggregazione. E dico, che sono stata fortunata, perché ci bastava la semplice gioia del trovarsi, con o senza pallone. Ho trovato persone con le quali ho maturato una profonda amicizia, e che faranno parte della mia vita sempre, come Elisa Olmastroni, capitano dalla prima stagione, ad oggi non più giocatrice del san Giovanni calcio a 5.
E Daria, un uragano, qualcosa di incontenibile, che se ci penso intensamente non posso che esplodere a ridere, fu bellissimo sin da subito, ma anche imbarazzante e molto comico, era tutto euforico con lei. Gli aneddoti li tengo per me, un po’ gelosamente. Ed è buffo perché mi rendo conto che se parlo di tutte le giocatrici del cuore come anche Daria, non penso mai alle loro qualità calcistiche, penso a mille altre doti, ai loro cervelli, alle anime. 

Momenti in biancoazzurro Sangio.


Sai Silvia, tu semplicemente incarni la persona perfetta per il mio progetto, lo so che non lo hai fatto apposta, ma mi hai emozionato tantissimo, e non solo me ma tutti coloro che leggeranno, parlando dei cosiddetti retroscena, di tutto quel lato umano che è vero, noi spettatori non possiamo comprendere ma ci piace tanto sapere che c'è, che esiste, il cosiddetto calcio con la C maiuscola sta andando in altre direzioni, ci girano troppi soldi e troppe figure losche per preservarne l'umanità, ma è bello sapere che ci sono ancora realtà come la vostra. Sai che ti dico? tra vent'anni ti scrivo e ti chiedo se ricorderai di più le vittorie e i titoli o le birre con le tue compagne, e sono curioso di vedere cosa mi risponderai.
 Che ruolo ricopri nel San Giovanni? ti va di descrivercelo, che imparare qualcosa non fa male a nessuno, me in primis?

Imparare? Per alcune giocatrici, in effetti passo sempre da “maestrina”, c’è stato un spoiler qui!
Che domanda imbarazzante, non credo di ricoprire un ruolo, nessuno ha un ruolo, non è un lavoro. Piuttosto credo che ogni componente della squadra abbia il dovere morale di mettere a disposizione le proprie qualità al servizio dell’altro, del gruppo. D’altronde ogni comunità autonoma e duratura vanta di questo pregio, nessuna prevaricazione di potere ma tutti con l’unico intento di salvaguardare l’altro affinché si rimanga ben saldi, perché da soli non si va da nessuna parte.
Chiaramente è sempre difficile trovare questa sorta di equilibrio, dipende dagli obiettivi che si vogliono raggiungere, dal tipo di risultato che si desidera, non è scontato che tutti all’interno del gruppo si operi per la stessa cosa, ma quando c’è comunità d’intenti allora diventa bellissimo.

No no, nessuna soffiata, mi hanno parlato di te come una persona molto intelligente e in gamba, ma non ti hanno dipinta come la secchiona della squadra, credimi! nell'introduzione ti ho definita laterale perché così ti ha presentata Daniele, ma da quanto ho capito sei in qualche modo la tuttocampista della squadra (scusa eh, smaniavo per usare questo nuovo termine alla moda qua sul blog, sai com'è...) però mi piace da morire questa tua lettura anarco-socialista del futsal, forse per una mia certa affinità con l'ideologia suddetta.

Dunque, il campionato 2019/2020 lo avete stravinto matematicamente già a febbraio, ancora prima dello stop per covid; cosa ti rimarrà di questa ultima stagione? Qual è l'attimo che ti si è cristallizzato nel cuore?

Sarò melodrammatica, la vittoria è stata bellissima ma la fatica è stata immensa, soprattutto quella mentale, ritrovare la mia dimensione nonostante i cambiamenti non è stato semplice in quest’annata, mi sono dimenata per cercare di star bene. 
Ho imparato tanto a livello calcistico e ho lavorato anche su qualche aspetto un po’ spigoloso del mio carattere, ma non posso dire che sia stato divertente o spensierato. 
Ho in mente due momenti emotivamente forti che mi porterò nel cuore.
Il primo, quando entrando a qualche minuto dalla fine del secondo tempo segnai il gol della vittoria contro Pisa in casa, non fu importante per il risultato in sé quanto più per il desiderio che avevo di ringraziare con un gol, un cugino che troppo prematuramente ci aveva abbandonato, amante del futsal e giocatore accanito.
Il secondo, quando al termine della partita decisiva, vincendo il campionato, mi diressi verso il pubblico per abbracciare Elisa Olmastroni, già citata. Un momento intenso perché avrei voluto che fosse con noi. Piangemmo insieme, lo sapevamo entrambe, senza dire niente.

Non sei stata melodrammatica, solo del tutto sincera, e grazie a te la vostra impresa si illumina di una luce più intimista, che rischiara il dietro le quinte di un trionfo, noi tifosi vediamo solo le gioie ma è sempre bello sapere tutto il sacrificio dietro a un capolavoro.
Ascolta Silvia, di solito non faccio domande extra sportive, ma so che sei una crocerossina che ha fatto tante opere bellissime, e siccome collaboro con la Misericordia da quasi 18 anni sono molto sensibile all'argomento, e vorrei che ce ne parlassi; vuoi raccontarci le tue esperienze più belle e impegnative nel mondo del volontariato?

“Crocerossina” non mi piace molto, è un termine che spesso assume un’accezione negativa e per l’abuso che se ne fa spesso non è mai un complimento. Io lo ritengo ancora un valore per pochi e non credo di calzarlo affatto, non ci riesco proprio! Ma se parlo di me posso dire di essere una persona abbastanza accondiscendente, abbastanza accomodante e abbastanza accogliente, ma non faccio di norma opere caritatevoli nella mia quotidianità! Detto questo però, ho sentito la necessità da sempre di mettere a disposizione il mio tempo e più tardi le mie conoscenze per la cooperazione internazionale. A 17 anni ho avuto la mia prima esperienza nel campo del volontariato ma solo nel post laurea ho capito che la cooperazione era davvero un modus operandi che apprezzavo e nel quale riuscivo a vedere un obiettivo. Ho lavorato in Tanzania, Rwanda e Burundi ma anche in Bosnia, Romania e sul confine turco siriano. Per la maggior parte erano tutti progetti strutturati da anni, all’interno dei quali veniva inserita la figura di igienista dentale per un programma di formazione didattica, formazione pratica o di prevenzione nelle scuole. 
E’ difficile dire quale sia stata la più bella, ognuna ha le sue peculiarità, e ognuno di questi luoghi è dentro il mio cuore per gli incontri, le amicizie e le lezioni di vita.
Vorrei dedicare molto più tempo a tutto questo, aspetto sempre con grande gioia il periodo dell’anno in cui parto, sacrificando sempre volentieri lavoro e sport!

Innanzitutto voglio chiederti scusa di aver usato un termine che si, vent'anni fa poteva essere usato più alla leggera ma oggi ha effettivamente assunto altri connotati più spiacevoli, che ormai la mortificazione è di moda; volontaria nella Croce Rossa era meglio. Potevo correggere o cancellare, ma mi hai dato una lezione della quale voglio fare tesoro sia per me che per i lettori, quindi lasciamo il termine "Crocerossina" al millennio passato, e ancora tante scuse.
E ti voglio chiedere perdono anche per quei lettori e lettrici che penseranno che in fin dei conti chi te lo fa fare, rischi di fare la fine di Silvia (anzi Aisha) Romano, ma sei matta così giovane ad avventurarti in posti simili, pensa alla tua famiglia che sta in pensiero, anche in Italia c'è tanto da fare etc; non capiscono, semplicemente non capiscono, io non lo avrei mai il tuo coraggio, opero in contesti del tutto diversi, ma credo che la tua storia sia bella, sia bella senza riserve come una rosa in primavera, solo questo conta, e non aggiungo altro.
Tornando al futsal; questa stagione si è conclusa anzitempo, ma la prossima vi aspetta un campionato nazionale; hai paura che lo stop forzato possa avervi deconcentrate, oppure vi basterà rivedere la vostra palestra per ritrovare in un attimo tutto lo spirito e la "garra" che rende vincente e speciale il vostro gruppo?

Lo stop forzato è solo un vantaggio sia per gli amanti dello sport, per chi lo fa con passione e soprattutto per chi lo sa sfruttare. Un riposo mentale fa sempre bene, rigenerarsi diventa fondamentale ogni tanto e l’attesa prima di ripartire genera una carica incredibile. Ovviamente l’entusiasmo e l’adrenalina devono essere sfruttate al meglio, gestite e incanalate nei giusti modi. 
La “garra” ci sarà sempre!
Il futsal come tutti gli altri sport ha subito una sorta di stand by, ma siamo tutti sulla stessa barca, quindi non possiamo lamentarci. 

Ci sono tutte le carte in tavola per far crescere sempre di più questo movimento, specialmente quello rosa, c’è un bel futuro davanti.
Voglio però concludere con un pensiero forse un po’ utopista ma assolutamente in linea con tutto quello di cui ho parlato fino ad ora. Lo sport è una grande scuola di vita ma può allo stesso tempo diventare fonte di ispirazione per tanti ragazzi. Dovrebbe essere in assoluto un luogo sicuro, dove sentirsi valorizzati ognuno per le sue capacità in campo e fuori, dovrebbe diventare una scelta di vita, e per tanti bambini e giovani anche l’alternativa alla strada e alla criminalità. 
Il potenziale dello sport di aggregazione è formidabile, l’essere parte di qualcosa crea le basi per educare l’individuo nel rispetto della società e del mondo. Le relazioni diventano il vero strumento per essere invincibili.
Sarebbe bello creare un calcio diverso, puntando sullo sviluppo delle personalità dei bambini, con programmi legati alla socialità e all’etica, un calcio dove non esiste il fuori classe, ma che si impari a collaborare insieme per essere la migliore squadra, la migliore comunità. Il calcio sociale c’è e possiamo davvero farlo nostro come concetto e mentalità. Il calciosociale esiste ed è fuori da ogni logica comune e ovviamente controcorrente, ma tutti dovremmo prendere ispirazione da Massimo Vallati referente Ssd Calciosociale al Corviale, nel Campo dei Miracoli di Roma (https://www.calciosociale.it/). Ci tenevo a parlarvi di questa realtà, che si sta diffondendo e sta portando i suoi frutti all’interno della comunità.
“Trasformiamo i campi di calcio in palestre di vita!”

Ti ringrazio per questo congedo ormai nel tuo stile, ossia mai banale e sempre con qualcosa di nuovo per arricchire questa nostra conversazione; certo che hai fatto bene a parlare di questa realtà, sono molto felice di pubblicizzarla su questo blog. Solo su una cosa dissento parzialmente, anche se in un aspetto del tutto concettuale; il fuoriclasse in campo ci sarà sempre, è una dote innata, puoi insegnargli (e insegnarle, che ancora la gente è timida nel parlare di donne fuoriclasse nel calcio) a collaborare, ma a volte essere predestinate/i è una sorta di condanna alla solitudine, la solitudine del fantasista, che non viene capito nel suo inventare, nel suo essere in anticipo o fuori dagli schemi per sua stessa natura. Forse il calcio sociale può andare anche oltre, ovvero può dare modo agli incompresi di essere compresi, e ai giocatori "medi" di comprendere chi non è come loro, perché è troppo più forte oppure troppo più debole; se si riuscisse in questo allora tutte le differenze sarebbero appianate, e si ricomincerebbero a creare realtà calcistiche più forti dei soldi e dei procuratori; è forse utopia? per me no, per Silvia nemmeno, per Massimo Vallati e i suoi collaboratori neppure; i sogni non bastano mai, e non sono sogni fino a che a sognarli siamo in tanti.
Grazie mille di tutto Silvia, per averci trasmesso un poco della tua ricchezza, ci vediamo presto al palazzetto, che una nuova stagione sta finalmente per cominciare.

sabato 5 settembre 2020

INTERVISTA A BENEDETTA PARRI, CAPITANO DEL BADESSE.

Care lettrici e cari lettori,

Oggi sono contento, perché su questo blog si inaugura un nuovo piccolo progetto, quello di interviste alle calciatrici di una squadra che milita in promozione, l'ASD Lornano Badesse femminile meglio conosciuta come Badesse; dopo aver intervistato il suo mister Gianluca Fineschi, da cosa nasce cosa e Gianluca stesso ha sparso la voce tra le sue calciatrici, e la prima persona che ha risposto presente è stata proprio Benedetta Parri, attuale capitano, freschissimo di nomina, della squadra.


Fascia al braccio e numero 2, con carisma.

Benedetta si è dimostrata fin da subito simpatica, disponibile e gentilissima, ma tra le ragazze del Badesse non è certo stata l'unica, indice di un bel gruppo che lei ben rappresenta.
 Benedetta sta vivendo nel suo attuale club la sua maturità calcistica (anche se quando mi ha detto la sua età non ci credevo, sinceramente le davo dieci anni meno, buon per lei, che vi devo dire!) e ci ha raccontato il suo passato, da remoto a prossimo, come sempre è un onore per me essere scelto.
Ma adesso vi lascio alle storie di Benedetta, e buona lettura.

Ciao Benedetta, benvenuta su "Il viola e il rosa" vuoi innanzitutto presentarti ai lettori, e raccontarci i tuoi inizi, a partire dalle prime partitelle coi maschietti?

Mi chiamo Benedetta Parri , Terzino destro del Badesse Femminile , sono nata a Siena il 26/12/88 , ho 31 anni, la storia che giocavo da piccola a pallone con i maschi non mi si addice per niente ... forse li picchiavo e basta ... in giovane età, il mio carattere “diffidente e introverso” spesso palesato con evidenza, diciamo che non mi ha mai aiutato, così mia madre decise di farmi fare un po’ il giro di tutti i classici sport che si “affibbiano” alle brave bambine... pallavolo, danza ...pliès .. rond de jambe...ma per favore ... forse il basket? Direi di no! ... ma in un modo o nell’altro alla fine finivo sempre per prendere a calci il pallone  in giardino! perché la palla doveva essere sempre la mia .


Okay...felice di non essere stato li a buscarne! Beh, ci credo comunque che hai scelto il calcio...roba come plies e rond de jambe li sento rammentare adesso per la prima volta.
Insomma, appurato che il calcio era la tua strada, come hai iniziato a praticarlo seriamente? So che hai iniziato al Liceo, dure battaglie affrontate e poi un tesseramento importante al San Miniato Siena....ci spieghi meglio il tutto?

Mi sono avvicinata al calcio grazie alla squadra del Liceo Scientifico Galileo Galiei subito nei primi due anni abbiamo portato a casa la coppa delle regioni di Calcio a 7 ... quindi potevo farlo davvero ? Così negli ultimi anni del liceo, dopo la totale rassegnazione ai miei a ginocchi sbucciati e ai lividi sparsi ,  sono stata tesserata nel San Miniato ...Così ho proseguito con il Monte dei Paschi Siena nel calcio a 5 e a 11 in altre squadre senesi .. la mia prima partita non la dimenticheró mai, mi presero letteralmente a pallonate due tempi ... e da brava bambina invece di andare a piangere da mamma le presi tutte a calci al ritorno !poi un po’ la sfida che ti lanciano, “è uno sport da maschi “ lo dicono tutti finché non li salti, ti allunghi il pallone e voli verso la porta ! Un po' anche il senso del proibito : tu questo non lo puoi fare! Non e’ da femmine! Bene, io lo faccio eccome . Poi per le mie avventure detesto parlare  di altre società.. quindi passiamo alle domande divertenti!

Qui e nelle foto seguenti, Benedetta in azione.


Bello "Lo dicono tutti finchè non li salti" mi piacerebbe lo leggessero tutte le persone che conosco, anche giovani purtroppo, che si rifiuterebbero di giocare contro delle ragazze "Per non infierire", anche se poi il loro massimo in carriera è stata una squadretta da oratorio...io ci ho provato a confrontarmi con delle calciatrici vere e vi dico, lasciate perdere, è meglio, ha ragione Benedetta!
So che giochi difensore centrale o da terzino destro; ti sei specializzata in questo ruolo? chi ti ha scoperta in esso?

Quando alle prime armi sono stata scaraventata in campo la prima domanda fu : qual è il tuo ruolo ? e la risposta che d'istinto mi uscì dalla bocca è stata "Un difensore" ...teniamo presente che ero un bambina che non conosceva i ruoli, il cui unico obiettivo non era tanto quello di fare gol quanto di rubare la palla alle altre . E poi da vera diffidente non volevo che le altre arrivassero mai in prossimità della mia rete o della mia zona, li ci dovevo stare solo io.
Nasco come difensore centrale ma sono stata spostata quasi subito, con mio disappunto, a terzino destro ...ed a ora ti dico che voglio fare solo quello, è molto più divertente.





Beh, è la prima volta che sento parlare del ruolo di terzino come di un ruolo divertente, si impara un sacco di cose da te, e mi piace come le racconti; infatti di te a primo acchito mi ha colpito un particolare, sei una persona molto franca e diretta, una che non le manda a dire ma tiene tantissimo alla maglia che porta; cos'è per te, dunque, lo spirito di squadra? 

Questa domanda mi fa sorridere ... in senso buono eh! Perchè mi tornano in mente i momenti più belli dello spogliatoio.. nessuno può capire! Ora ci tengo particolarmente a fare una precisazione; tra alti e bassi nel mio piccolo una cosa non doveva mai mancare .. lo spirito di squadra ... uuuh, come nelle favole, quello vero! Le vere amicizie le ho trovate tutte in campo! E dove arrivava mancare quello ..beh, potevano anche fare a meno di me!
 Serie A, B, C, prime donne e fenomeni mancati ...poche parole e molti fatti . Chi viene per il proprio e unico bene senza pensare alle compagne  non fa bene a me e tanto meno al mio gruppo, questo è il mio pensiero. L’euforia che si crea con la vittoria, la gioia negli occhi, esserci l'una per l'altra ... la velocità con cui sotto la doccia si rievocano i momenti determinanti della partita ... birra e pizza  e sono le 4 ... ma che ne sanno gli altri ?
Sono peró quasi sempre stata molto selettiva e fortunata con le compagne ,e mai come quest'anno mi sono sentita appoggiata e parte integrante di un unico team.



Accipicchia a te, Benedetta, mi hai fatto commuovere!! bellissimo questo discorso, tutto di pancia e di cuore, stai passando sul blog come un ciclone, il ciclone Benedetta!!! 
Dopo il San Miniato per te arriva la Monte dei Paschi, e pratichi sia calcio a 5 che a 11; cosa ci puoi raccontare del futsal? ti trovavi bene a passare dall'erba al palazzetto?

Diciamo che il calcio a 5 non mi piace molto, per me non c'è nemmeno il paragone, campo in erba tutta la vita ...nel calcio a 5 ho imparato a fare tanta panchina e portare rispetto a chi è superiore tecnicamente a me, avendo come caratteristica una buona corsa il palazzetto mi svantaggiava su tutta la linea. 




Durante il periodo nel futsal


Gianluca, te lo confesso, te la volevo fregare e portarla nel San Giovanni calcio a 5, ma niente da fare...vabbè, allora verrò ad applaudirti sul rettangolo verde, e con piacere!

Ma oltre a tutto questo hai praticato e pratichi con grande passione un altro sport, l'equitazione; anche se non c'entra col calcio sono lo stesso curioso, cosa ci racconti di questo tuo secondo amore?

Avete bisogno di una foto di copertina per un libro sull'equitazione? chiedete a Benedetta.


Il punto massimo della mia carriera l'ho raggiunto nei Campionati Italiani, che mi hanno permesso di fare anche diverse gare all'estero, ho avuto la fortuna di avere alle mie spalle un ottimo team ed un grande sponsor, per non parlare del mio cavallo dell'epoca. Non sto ad elencare medaglie, che noia...ma vorrei fare una  precisazione .. qui si apre un altra grande parentesi sul gioco di squadra , equitazione significa creare un rapporto naturale tra cavallo e l'uomo  il mio rapporto con lui era unico; dovevo saper interpretare il vero atleta della situazione, creare un'armonia perfetta tra due esseri viventi, e riuscire a capire quando potessi chiedere uno sforzo in più e quando no.. anche loro hanno le giornate no come noi.
Potrei stare a descriverti questo mondo pieno di sfumature per ore ma preferisco lasciarti con la curiosità di farci capolino e con questa frase "Nel montare un cavallo noi prendiamo in prestito la sua libertà"

"Nel montare un cavallo noi prendiamo in prestito la sua libertà"...che belle parole.


Beh, Benedetta, lo sai che mi disarmi? hai vinto trofei importanti e non li elenchi? Sappi che ti capisco, a me avrebbe fatto solo piacere, ma ti rispetto proprio per la tua modestia, comincio a capire perchè tu sia stata scelta come capitano, col cuore che hai. Sulla descrizione che hai fatto dell'equitazione chapeau, veramente emozionante, non so se verrò mai a un ippodromo ma in tv la seguo sempre con piacere.

Tornando al calcio, so che per un anno, dopo aver raggiunto dei traguardi importanti nell'equitazione, hai deciso di lasciarlo, fino a che Gianluca e Samuele Fineschi ti hanno convinta a sposare il progetto Colligiana, squadra di Colle val d'Elsa; come è stato per te ricominciare? e cosa ci puoi raccontare di questa nuova avventura?

Non vedevo l'ora di arrivare a questa domanda . Si le basi del mio gruppo storico sono state gettate proprio da loro due. Avevo deciso di smettere perchè l'equitazione mi prendeva davvero l'80% del mio tempo, poi un giorno con una chiamata decisi di presentarmi al campo; non sono una di quelle che si fa chiamare due mesi di fila , o si o no, ho sempre le idee piuttosto chiare in testa .. dal giorno della chiamata mi presi il mio tempo per parlare al giorno dell'incontro...sinceramente ? ero andata li per correttezza e per dire un "No" Grosso come una casa. Arrivo con i miei soliti 15 minuti di ritardo e le trovo tutte in campo.. e te lo giuro, ricordo come se fosse ieri quel momento io che entro alzo la testa e vedo Laura Furi, Veronica Cappelli e Maddalena Borri sorridermi da lontano..eppure non mi conoscevano; e chi gliela ha data tutta questa confidenza? Eppure...
Insomma, un allenamento solo e tutti i giorni a seguire ero insieme a loro . Mi avevano fregato di nuovo.

Bene, bene e ancora bene che ti abbiano "fregata", te lo meriti, pensare di lasciare il calcio, mai!! Certo però che per convincere una ragazza tosta come mi sembri te questo deve essere un gruppo davvero niente male.




Alla Colligiana




Insomma, Colligiana per la tua rinascita calcistica e poi il  Badesse, che hai definito la tua più bella avventura; anche se non ci siamo mai incontrati mi è arrivato tutto il tuo entusiasmo per la tua attuale società. Gianluca ci ha già raccontato il Badesse, ma vogliamo anche la tua testimonianza, racconta tutto quello che vuoi, sentimenti, emozioni, vittorie...illumina questo blog parlandoci del Badesse!

Finalmente Badesse.


Mi collego subito a quanto scritto sopra , con Gianluca siamo partiti dalla colligiana dal niente, ma con un grande gruppo.. che si è spostato con l'opportunità di  Badesse , anche io voglio nominare le mie compagne  del 2019 per ringraziarle dalla prima all'ultima ,in quanto se ci siamo potuti far sentire è stato grazie a loro  :Francesca Cini ,Maddalena Borri , Laura Furi , Valentina GraziaDio , Manuela Dainelli , Arianna Valente , Simona Tarlato , Marta Ferraro , Linda Gasparro , Lucrezia Betti , Guendalina Guidarelli , Alessandra Massaro ,Arianna Valente , Margherita Rossolini , Maria Valentini ,Alice Michelotti ,Anna Lisi ,Maddalena Giachi, ho messo le più vicine a me diciamo e quelle che hanno partecipato più attivamente al progetto .



Ma parliamo della nostra opportunità con il Badesse Femminile e Stefano Berni , con cui ho il piacere di lavorare a questo progetto. 


Parliamo dalla società, Lornano Badesse , che ha messo a disposizione tutto il materiale ed un ottimo Staff   formato  da Mister Fineschi , Francesco Bragalone, Sabrina Polato,  Leonardo Bellini, il preparatore atletico Alessandro Olivola e la nostra nuova sanitaria Federica Pierini  che hanno visto bene di non farci mai fermare in questi mesi di inattività. Come novità da quest'anno ci permetteranno di svolgere le partite nello Stadio "Daniele Berni " 


Per quanto riguarda il Badesse del 2019/2020, i ricordi più belli li conservo in questo campionato ...sempre affiancate da Gianluca e Samuele! Ad oggi posso dire che ci siamo fatte sentire davvero ... andando a mordere tutte le altre squadre e portando a casa veramente tante  vittorie ! Il nostro grido di battaglia era“Hai detto Badesse ?” Dovrei forse dirti "Tutto grazie alla grande unione e intesa del gruppo la voglia di giocare insieme, e l’importante è partecipare e fare un bel campionato " Si forse per la par condicio....no! Noi volevamo vincere ! e   la Fiducia concessa da mister, società e dirigenti è stata benzina sul fuoco!   

Beh, provate voi adesso a non simpatizzare per il Badesse dopo questa autentica lettera d'amore del suo capitano alla squadra!
Da terzina non sarai una goleador, ma ti è mai capitato di segnare qualche goal? se si ci puoi raccontare i più belli, quelli che ricordi con più piacere quando ti prende un momento di nostalgia?

Ne voglio raccontare uno...un gol di testa che rimette ci rimise in gioco a Livorno . La scena epica non è stata tanto il gol quanto la mia caduta rovinosa nell'esultare e proprio nell'istante prima che tutte ti abbraccino. 
Ho visto passarmi la morte davanti agli occhi .. due compagne riuscirono ad evitarmi  volandomi sopra in qualche modo ma il resto mi cadde sopra con un forte schianto . Tra la gioia e l'euforia non mi resi conto dei lividi fino  a tarda sera ..Pongo della carica dei 101 ne aveva meno! Questo non lo scorderò mai, e nemmeno le risate che ci abbiamo fatto sopra...




In effetti te lo devo confessare, fa molto ridere e rimpiango che non ci sia un video!! Pongo della carica dei 101...muoio!!!

Si prospetta una nuova stagione travagliata, tra probabili porte chiuse e tante società che forse non si iscriveranno, ma il Badesse so che ci sarà. Come la vedi la promozione che verrà? credi che la batosta covid abbia danneggiato irreparabilmente le serie minori?



Credo che sarà un campionato molto anomalo e difficile , in quanto molte società fallite hanno visto bene di scendere di categoria  non avendo i soldi per riscriversi a livelli più alti .
Non per questo saremo da meno . Se ci fanno ripartire covid permettendo ,credo che metteremo a tacere molte chiacchiere. 
Abbiamo avuto la fortuna di aquistare come sai diverse giocatrici d'esperienza quali AnnaMaria Mancuso, Costanza Mascilli, Debora Velvi, Jessica Caligiore e molte altre ragazze di spessore.

Con la maglia 2020/2021 (Fonte; pagina facebook Lornano Badesse)


Beh si, confermo, un mercato in entrata davvero sontuoso. E un nuovo capitano dopo il saluto di Alessandra Massaro (una ragazza davvero gentilissima, colgo l'occasione per salutarla su questo blog), ovvero tu! In questa foto ti vediamo in posa con il vice capitano Alice Michelotti, che sarà la prossima ospite della mia "Badesse story"

(Fonte; Pagina facebook ASD Lornano Badesse)


Ultima domanda; Come ti senti, Benedetta, quanta voglia hai di scendere di nuovo in campo col tuo Badesse? e cosa vorresti dire a uno spettatore che è indeciso se venire a vedervi o meno?

Diciamo che qui si fa un conto alla rovescia da ormai troppo tempo , la voglia di portare la mia squadra alla vittoria viene sia da giocatore che da capitano, e con questo gruppo ho intenzione di togliere ogni dubbio su chi eravamo e su chi siamo diventate .
Per quanto riguarda lo spettatore indeciso direi che non è per noi una gara ma forse più una sorta di tragitto ad ostacoli poter emergere come calcio femminile, ma se ora tu stai leggendo questo articolo sei qui perché c'è qualcosa che non ti torna, è perché forse forse un po’ di curiosità te l'ho messa ..quindi ci vediamo al campo!
Sempre Forza Badesse!

Le ragazze del Badesse vi salutano così (Oh, ragazze, io vi aspetto sul blog!!)


Analisi appassionata e lucidissima al tempo stesso, come sempre con te. E' un tragitto a ostacoli sul serio, il calcio femminile è uno sport che è ostracizzato già nella massima serie, e per tante ragazze in piena maturità calcistica come te il professionismo arriverà ormai tardi, e vedrai che sarà limitato per i primi anni solo alla serie A, e per voi il calcio rimarrà sempre campi difficili, precariato, indifferenza. Ma con questa intervista hai fatto capire quanta forza hai tu e il gruppo che rappresenti, avrei voluto un capitano altruista e generoso come te, ma "Ai miei tempi" Non ho avuto tali fortune, ma ce l'hanno le tue compagne e penso lo sappiano già, e i nuovi arrivi lo sapranno presto. Buona fortuna Benedetta, ci vediamo al campo appena sarà possibile tu nel frattempo onoralo, con tutto il tuo coraggio.

giovedì 3 settembre 2020

DEDICATO A...GIULIA MARTINI.


E' con grande piacere che presento sul mio blog l'illustrazione che mia moglie Eleonora "Ekenorart" Francini ha dedicato a Giulia Martini, attaccante del Montevarchi che due mesi fa ci ha regalato un'intervista bellissima, e che nel frattempo è diventata un'amica sincera che mi sta veramente aiutando tanto con il progetto, una persona generosa dentro e fuori dal campo, che non manca mai di sostenermi e incoraggiarmi. 

Illustrazione By Ekenorart


Foto originale da cui è tratta.


Ti auguro una grande stagione con le tue aquilotte, ho promesso che verrò a vederti appena possibile(ovviamente indossando la maglia del mio San Giovanni calcio a 5...:D scherzo, l'amicizia non ha colori! ) e penso che mi commuoverò, specialmente se segnerai. 
Nel frattempo accetta questo omaggio, ci vediamo presto io, te, Eleonora e quel gruppo fantastico che ci ha fatti conoscere. E un caro saluto da entrambi al nostro cucciolo di gigante preferito!!!!.

martedì 1 settembre 2020

COSTANZA MASCILLI MIGLIORINI APPRODA AL BADESSE!


Ma come Costanza, ci siamo salutati appena venerdì scorso, dopo il trionfo finale del tuo "Palco da calcio" dopo un'estate splendida di arte e vita, e ci ritroviamo così, subito, con altre belle notizie e fantastiche avventure? e tu che magari speravi di non essere nominata per qualche tempo sul mio blog, che tra poco dovrò rinominare "Il viola, il rosa e Costanza" ma non è colpa mia se ora vai proprio al Lornano Badesse dell'amico Gianluca Fineschi, una squadra che grazie a Gianluca stesso ho avuto il piacere di conoscere e che seguirò con piacere in quanto è un progetto che mi ha convinto fin da subito.

Una maglia dei colori del cielo per volare altissimo....


 Per cui non mi resta ancora che parlare di te, e credimi, è un piacere immenso, perché semplicemente sono convinto che il Badesse ti rispecchi, una squadra giovane, affamata e folle come te, e se davvero la vita è l'arte dell'incontro allora non potevate fare altro che incontrarvi.
Credo che in qualche modo, dopo tutta l'amarezza per la fine del tuo rapporto con il San Miniato, tu abbia trovato la realtà più consona per ripartire, non avevo dubbi che avresti cercato un progetto simile, avevi bisogno di un ambiente che ti facesse sentire bene anche da un punto di vista umano, che sapesse di acqua fresca e che ti trasmettesse serenità, senza farne una questione di categoria, anzi, proprio tu potresti essere una delle condottiere di questo Badesse, portarlo all'eccellenza e magari poi alla serie C, esattamente come prendi per mano i tuoi spettacoli e li  rendi fantastici mettendoci tutta te stessa, sia quando li reciti che quando li curi.

Avrai con te calciatrici di talento e di esperienza che ti aiuteranno a tornare al tuo meglio, un Mister giovanissimo ma già con parecchi anni di esperienza nel femminile, e penso davvero che ti verrà restituito tutto l'amore che hai per il calcio, e soprattutto tornerai a divertirti tantissimo, e con te divertirai anche noi spettatori, in tutta Badesse e oltre si parlerà di te, e quando potremo assistere alle partite finalmente ti vedrò fare goal a qualche altro portiere che non sia...il sottoscritto, perchè ti ricordo, Costanza, che per adesso ti ho vista giocare solo contro di me, quando ci divertivamo come matti a calcetto dopo il teatro, e tu, sempre scalza, riuscivi a farmi goal da qualsiasi angolazione con dei tiri potentissimi quanto precisi, mai prese in vita mia tante caterve di goal, sarà un piacere nuovo tifarti invece di affrontarti!

Nel nuovo Badesse a strisce biancazzurre troverai tanti altri ottimi acquisti come Virginia Cannoni, Anna Maria Mancuso, Debora Velvi, Carlotta Bernardini e Jessica Caligiore, e tante importanti conferme come, tra le altre, Benedetta Parri, Alice Michelotti, Francesca Cini, Marta Ferraro, Maria Valentini, Arianna Valente e Maddalena Borri, davvero delle ottime compagne di viaggio per una stagione che si preannuncia davvero divertente e combattuta, in questa promozione toscana alla quale andrebbe dato risalto e rispetto. Conoscetelo l'ASD Lornano Badesse femminile,ha una pagina Facebook simpatica e ben curata, con delle storie da leggere, realtà da scoprire, una società che fa bene al movimento.

Insomma Costanza,  se prima simpatizzavo per il Badesse, ora che ci sei tu in rosa sono pronto a diventarne tifoso, e se non potrò seguire molte partite causa molteplici impegni mi farò raccontare ogni match, ogni azione, ogni rete.

Che ora dico proprio a te, Gianluca; complimenti a te e a tutta la società per la squadra che avete creato, ci sarà da divertirsi davvero insieme a voi, e confido, oltre che augurarvelo di tutto cuore, in una stagione di grandi soddisfazioni oltre che di ottimi risultati.
E, sempre parlando di Costanza, non mi permetterei mai di darti consigli tattici, ma per una volta lasciami suggerirtene uno, breve e conciso, per le tue ragazze, citando Van Basten; datele palla e poi correte ad abbracciarla.

domenica 30 agosto 2020

INTERVISTA A JACOPO POGGESI, DS DEL MONTEVARCHI FEMMINILE.





Care amiche e amici de "Il viola e il rosa"
sono veramente felice che la prima intervista di questo nuovo ciclo dopo le vacanze sia dedicata a una persona giovane, energica e vitale, con cui ho auto fin da subito sintonia, forse perchè, ne i nostri rispettivi ruoli, io e Jacopo Poggesi, dirigente del Montevarchi calcio femminile, nutriamo una passione sincera per il movimento e vogliamo bene alle ragazze che ne fanno parte; Jacopo, nella breve seppur intensa storia della compagine femminile di questa società, ha fatto moltissimo, e nessuno meglio di lui può raccontarne la storia, una storia emozionante di persone e destini, tutta da vivere, perché una partita è come un film, in campo si vede solo il prodotto finale ignorando il lavoro svolto per arrivare sul rettangolo verde, ed è sempre bello quando qualcuno come Jacopo trova il tempo di  raccontarci i retroscena, i dietro le quinte.

Jacopo Poggesi.



Quindi mettetevi comodi e venite a conoscere il Montevarchi femminile.

Ciao Jacopo, grazie ancora per aver accettato di comparire su "Il viola e il rosa" Vuoi innanzitutto presentarti ai lettori?

Con piacere Omar, sono Jacopo Poggesi, dirigente quasi trentaduenne dell’Aquila 1902 Montevarchi. Ho cominciato in questa società nel 2013 come vice di Matteo Spaghetti con i Giovanissimi Regionali ‘99, da li ho continuato fino al 2016 a svolgere principalmente il ruolo di allenatore, poi in quell’estate nacque l’idea di creare una formazione femminile rossoblù insieme ad altri ragazzi montevarchini e il mio percorso a Montevarchi si sdoppia, istruttore e dirigente. 

Ce la puoi raccontare nei dettagli, la nascita e l'evoluzione di questa vostra idea?

L’idea nasce perché erano già almeno quattro, cinque anni che con altri ragazzi di zona eravamo impegnati con squadre diverse nel campionato di calcio a 5 Anspi Femminile e il desiderio comune era quello di creare un’unica realtà a 11. La vicinanza con Sangiovanni, che già aveva una formazione femminile, ci ha poi convinto a lanciarci nella creazione di una rosa femminile anche per la nostra società, non potevamo certo essere da meno. Il percorso parte con il supporto di Matteo Montefusco, allenatore delle Gordine, Luca Panichi, preparatore del primo anno fino a settembre, Paolo Baldini e Nicola Verderosa, allenatore e collaboratore del Sant’Andrea Corsini, che da lì a poco diverranno lo staff della neonata Aquila Femminile.


Matteo Montefusco e Paolo Baldini.


 Ad aiutarci nell’ingresso in società ci hanno poi pensato Stefano Brocci, membro del CDA montevarchino nonché attuale responsabile del femminile, Rossella Paggini, già dirigente e ora segretaria della società e Marcello Sani, attuale fotografo ufficiale rossoblù e membro di Aquila Channel.

Lasciamelo dire, parecchia gente unita per un sogno, fosse anche solo per rivalità con la Sangiovannese...nel calcio a 5 sono ahimè per te assai di parte verso i colori azzurro Sangio, ma nel calcio a 11 diciamo che per il buon per la pace resto neutrale.
Uno dei racconti che più mi hanno impressionato è la composizione della squadra, avvenuta in modo assai rocambolesco; senza anticipare altro, ci vuoi raccontare come si è formato il primo nucleo di calciatrici della vostra squadra?

La formazione della squadra è uno dei momenti che chi come me che è partito sin dall’inizio non può non ricordare. 
L’avventura comincia con la presentazione del progetto a stampa e tifosi già a maggio, cioè alla fine della stagione 2015/2016, e in quel momento avevamo già la quasi certezza di avere una base di partenza per la creazione dell’intera rosa. 


Prima conferenza del maggio 2016



La situazione sembrava in discesa, ma l’estate ha portato un po’ di caos e difficoltà, gran parte delle ragazze che avevano già dato l’ok erano di proprietà della Sangiovannese e la trattativa è stata abbastanza lunga e complicata, per di più i numeri non decollavano e a pochi giorni dalla scadenza per le iscrizioni avevamo praticamente circa dieci giocatrici. Nella notte fra il 18 e 19 agosto (data ultima per l’iscrizione), siamo riusciti a convincere ad unirsi a noi la squadra di calcio a 5 del Sant’Andrea Corsini, fresca vincitrice del campionato amatoriale Anspi di serie B. 
Un colpo last minute che ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo e cominciare l’avventura. 






Presentazione della squadra per il suo primo campionato.


Accidenti, un vero e proprio film Hitchcockiano, suspense a mille!!

 Il vostro primo campionato è stato quello 2016/2017, in promozione/serie D Cosa ci puoi raccontare del vostro primo anno? e ti ricordi l'organico del primissimo Montevarchi femminile, dalle ragazze al Mister e al resto allo staff? e quali sono i momenti da ricordare, sia personali che di squadra, di questa stagione?


Il primo giorno di allenamento.


 Il nostro primo campionato, l’allora serie D, comincia con la coppa Toscana, due match e altrettante sconfitte brucianti, di cui una interna con la Sangiovannese. 


Montevarchi 2016-2017

La prima di campionato invece regala il primo storico punto contro il Prato, a segnare il goal rossoblù è Rebecca Agnoletti, l’emozione indescrivibile.


Rebecca Agnoletti segna il primo storico goal del Montevarchi Femminile.

Sempre dalla partita di Prato.



 La prima vittoria arriverà solo a novembre con il 2-0 esterno sul Bellaria Cappuccini con le reti di Stefania Ugolini e Margherita Bigazzi e sette giorni dopo ci ripetiamo con il 3-0 interno sul Pontassieve con la splendida tripletta di Bigazzi. 



Immagini dalla vittoria di Bellaria.


Grande gioia anche per il punto esterno nel derby con la Sangiovannese, uno 0-0 veramente combattuto. La stagione si conclude con il 10º posto finale e la sensazione di non poter far altro che crescere nel futuro. 

Posizione più che onesta per il primo anno, avete mantenuto la categoria, credo che per un esordio assoluto fosse difficile fare di meglio.
Se il primo campionato ha regalato una dignitosa salvezza il secondo anno è da incorniciare, in quanto riuscite a vincere il campionato. Tu hai parlato di "Innesti giusti" quali sono state le giocatrici che vi hanno fatto cambiare marcia tanto repentinamente? e a parte questo secondo te qual è stato l'ingrediente che ha formato l'alchimia necessaria per il successo?

Ospiti a "Colpo di tacco" di Valentina Buttini (Che è sempre un piacere salutare)


L’estate che ci separava dalla nostra seconda stagione in serie D è passata decisamente più serena rispetto a quella precedente in quanto l’intero gruppo era stato confermato e ad arricchirlo sono arrivate giocatrici motivate e pronte per una nuova avventura dopo le loro esperienze passate. Passando al capitolo acquisti dalla Sangiovannese arrivarono Martina Sciarradi, Lucia Grifoni, Chiara Faleppi e Emma Fabbri, dal San Miniato arrivò Giulia Martini, dal mondo del calcio a 5 Sara Butini e Sara Bertozzi. 
Naturalmente gli acquisti non erano fatti a caso, oltre al valore tecnico delle giocatrici in entrata sapevamo di inserire nel gruppo ragazze valide anche sotto l’aspetto umano ed in grado di inserirsi al meglio nel nostro spogliatoio. Risultato poi evidenziato dalla vittoria del campionato.






Immagini dalla stagione 2017-2018


Complimenti a tutti e a tutte le ragazze, e lo so che sono di parte, ma voglio mandare un salutone e un abbraccio specialmente alla bomber Giulia Martini, amica sincera e protagonista di una delle più belle interviste di questo blog.

Restando alla stagione della promozione, puoi dirci qual è stato il momento da incorniciare? E quello in cui hai capito, tu e la squadra, che l'impresa era fattibile e vicina?

 Facile ricordarlo! La prima vittoria in un derby a parer mio è coincisa con la consapevolezza di essere la squadra più forte e pronta per il salto di categoria. 
Al Brilli Peri l’11 febbraio 2018 la cornice di pubblico è quella sperata, quasi 300 spettatori, la Curva Sud si anima e anche i tifosi ospiti si fanno sentire. Prima dell’inizio del match le due squadre si presentano rispettivamente prima e seconda del campionato di Serie D femminile.
Primo tempo che non si sblocca dallo 0-0 ma, al nono minuto della ripresa arriva il vantaggio rossoblù, Sciarradi crossa verso il dischetto azzurro, salta Martini che anticipa portiere e difensore servendo Bigazzi che raccoglie il pallone sulla sinistra e con precisione e potenza insacca sotto la traversa alle spalle di Grifoni. Il Brilli-Peri e la sua curva esplodono come la panchina rossoblù. 1-0 finale.





Il vittorioso derby 2018.


A fine gara la classifica racconta che l’Aquila Montevarchi è sempre più capolista perchè la sua vittoria ed il contemporaneo pareggio del Centro Storico Lebowski ed il turno di riposo del Filecchio Fratres la fanno balzare a quattro punti di vantaggio sulla seconda posizione condivisa a pari merito da queste con la Sangiovannese.
Un giorno speciale vissuto in una cornice incredibile. Io ho praticamente pianto in campo. 

Credo che siano emozioni talmente belle da travolgerti, credo mi sarei emozionato anche solo da spettatore neutrale, mi immagino tu che cosa possa aver provato.
Ci puoi raccontare adesso la storia più recente della squadra, che attualmente milita nella serie C regionale, coi momenti salienti dei vostri campionati fino alla pausa per il covid?

Dopo la vittoria matematica del campionato l’11 marzo 2018 con la vittoria per 4-2 sul Filecchio, il Montevarchi comincia già a prepararsi con largo anticipo su quella che sarà la prima stagione in una categoria superiore. 







Trionfo contro il Filecchio e vittoria del campionato.

Con la bandiera rossoblu esibita con orgoglio



Già nei primi mesi post vittoria mi sono incontrato con l’intera rosa e staff per costruire la nuova compagine 2018/2019. 
Le conferme di gran parte delle giocatrici, dello staff e l’entusiasmo per il salto di categoria hanno reso più facile del previsto il lavoro estivo. 
Di comune accordo lasciano la squadra Paolo Baldini e un gruppo di ragazze che poi formeranno una nuova squadra di calcio a 5 nel campionato Anspi proprio con il nome Montevarchi. 



Un momento di relax; la squadra ad assistere a Fiorentina - Brescia al Bozzi.



Arrivano tante ragazze nuove, alcune con esperienze importanti in campionati superiori come Ginevra Valgimigli, Simona Giorgini, Marta Brandani, Jessica Marraccini, Francesca Pecorelli, Giulia Bartolini ed alcune ragazze più giovani come Martina Achenza, Viola Chellini, Kiara Cherici e Federica Fucci. Il primo campionato fra alti e bassi finisce con un onesto sesto posto in graduatoria. A fine anno Matteo Montefusco non viene confermato alla guida rossoblù, con lui lascia anche Moreno Magini che aveva coadiuvato il lavoro del primo, nel frattempo durante la stagione avevo interrotto anch’io il mio percorso nel settore femminile rimanendo comunque a far parte dell’organico del settore giovanile maschile della società. 
Alla guida delle ragazze arriva Riccardo Mussi, allenatore esperto, negli ultimi anni alla Castelnuovese, affiancato dal confermato Francesco Pasquini, entrato nello staff insieme ad Elisa Achenza, preparatrice atletica, nella stagione precedente, preparatori dei portieri saranno Simone Moretti e Nicola Verderosa. Fra le ragazze arrivano Irene Biolo, Irene Grifoni, Agnese Zeghini e Asia Musella. A dicembre dopo la sconfitta di Siena, Mussi lascia e Pasquini gli succede alla guida aiutato dal neo entrato Alessio Batistini. Da lì il Montevarchi farà otto punti prima dello stop per il Covid. Sesto posto confermato come nella stagione precedente e un po’ d’amaro in bocca per i tanti infortuni che hanno caratterizzato l’intera annata e che potevano cambiare il posizionamento finale. 

Prima di passare alla prossima stagione 2020 /2021  nel dettaglio, vuoi ricordare i Mister che si sono avvicendati sulla panchina della squadra?

 Come detto siamo partiti con una coppia giovane, due miei amici, Matteo Montefusco e Paolo Baldini, il primo in carica per tre stagioni, il secondo fino alla vittoria del campionato di serie D; in serie C o Eccellenza arriva anche Moreno Magini che poi lascerà a fine anno. 



Moreno Magini, al suo fianco Elisa Achenza.



Quarta stagione che parte con la guida di Riccardo Mussi e termina con la coppia Francesco Pasquini e Alessio Batistini.

Alessio Batistini.

Francesco Pasquini.



 Ti ringrazio. Veniamo al recentissimo presente; per motivi tuoi avevi lasciato la dirigenza per un periodo, ma ora sei tornato come DS e insieme al resto dello staff avete imbastito una mini rivoluzione per affrontare al meglio la stagione che verrà; in cosa consistono esattamente questi cambiamenti? e per quali motivi li avete decisi?in cosa vuoi lasciare la tua impronta, quali sono le idee che vuoi portare avanti?

Il mio riavvicinamento al settore femminile era partito con l’allestimento di una squadra femminile giovanile nella stagione appena terminata. Un gruppetto di bambine del 2010/2011 che tutt’oggi fanno parte della nostra squadra. Parallelamente mi è stato chiesto di rientrare nello staff e dopo un periodo di valutazione ho deciso di riprovare partendo a modo mio, cioè organizzando al meglio possibile tutto ciò che circonda l’ambiente. Naturalmente siamo partiti dalle conferme, lo staff non ha avuto problemi nel dare la propria disponibilità, unica eccezione l’avvicendamento fra Elisa Achenza e Gianpietro Colcelli nel ruolo di preparatore atletico. Quest’ultimo è stato mio compagno di viaggio nel periodo da collaboratore nel biennio con gli Allievi Élite dell’Aquila. L’intento era quello di ringiovanire la squadra e prendere in sostituzione delle partenti solo ragazze pronte ad affrontare una nuova sfida con entusiasmo. Sono arrivate le conferme da quindici ragazze su venti già presenti e questo non poteva che essere già una buona base di partenza. Dobbiamo creare un gruppo sia nello spogliatoio che al di fuori, alchimia necessaria per lavorare bene ed andare avanti senza patemi. Il calcio a questi livelli e soprattutto, purtroppo, nel femminile non permette di prendere questo sport come un lavoro, il divertimento deve essere un punto cardine.




Ecco, accetta un consiglio per questa volta; stampa pari pari l'ultima frase che hai scritto e appendila nello spogliatoio, in essa c'è tutta l'essenza ma anche la disillusione del calio femminile, il bello e il brutto, ossia la passione pura e il precariato assoluto con cui dovete farei conti.
 Presentaci adesso per favore il Montevarchi femminile che verrà.

Lo staff come detto è confermato quasi per intero con Francesco Pasquini e Alessio Batistini alla guida, preparatore atletico Gianpietro Colcelli, preparatore dei portieri Simone Morettie Nicola  Verderosa che andrà a ricoprire il ruolo di Team Manager. 
Rimangono con la casacca aquilotta le seguenti giocatrici: Grifoni, Achenza, Mussi, Zeghini, Bartolini, Giorgini, Piccioli, Bernini, Sciarradi, Bigazzi, Fabbri, Martini, Bertozzi, Musella, Brandani.
 I nuovi arrivi ad ora sono Aurora Prosperi, Camilla Pesci dall’Acf Arezzo, Elena Gualdani dal Florentia, il ritorno di Giada Montefusco, fino al 2019 in rossoblù ed Alice Carniani dal San Miniato. 




Numerazione della rosa;

-Grifoni 1
-Bartolini 3
-Achenza 4
-Mussi 5
-Piccioli 6
-Bigazzi 7
- Sciarradi 8
-Martini 9
-Bertozzi 10
-Fabbri 11
-Brandani 13
-Musella 16
-Gualdani 17
- Montefusco 18
- Prosperi 19
-Cariani 20
-Giorgini 21
-Bernini 23
-Pesci 27
-Zeghini 28


Non escludo qualche colpo last minute come regalino ai miei allenatori. 

Molto bene, ho letto nomi importanti per il calcio femminile toscano, che sicuramente sapranno onorare al meglio questa maglia.
E casomai fammelo sapere di eventuali colpi, che ne parlerei volentieri qui sul blog.
Quali obiettivi vi ponete per l'anno in corso? pensi che la promozione alla serie C a gironi nazionale sia un obiettivo alla portata? e quali squadre consideri le rivali più temibili per l'anno che verrà?

L’obiettivo principale l’ho già detto e lo ripeto volentieri: divertirsi. Non posso chiedere e augurare altro a questo gruppo per questa stagione. Sono comunque certo che lavorando con serietà e con serenità arriveranno anche risultati importanti. Il balzo in serie C nazionale lo accoglieremo con entusiasmo ma, siamo anche consci che non sarebbe come bere un bicchier d’acqua, anzi...
Il campionato che si va a delineare a più di un’incognita, tante squadre sono in via di cambiamento ed alcune anche a rischio scomparsa. Non sappiamo che fine farà il Siena, il Livorno si sta rinforzando abbastanza, la Vigor ormai è un'esperta di questo campionato, direi che sarà comunque molto più equilibrato degli anni passati.




Più è equilibrato e più  bello, speriamo di poterlo seguire quanto prima, saranno volate appassionanti che sarà dura non vivere fin dal principio, ma sapere che voi continuerete a giocare è già di grandissimo conforto, vorrà dire che i tifosi saranno una nuova arma in più appena sarà possibile, quel fattore campo che renderà completo questo sport meraviglioso.
Dunque, si parla di professionismo per la serie A, che nella scorsa stagione ha visto un grande incremento della visibilità con la proposta di tutte le partite in diretta, e il futuro per la massima serie si preannuncia abbastanza roseo almeno sulla carta, ma per le serie minori come la vedi, per il futuro? la batosta covid lascerà dei segni profondi in serie C, eccellenza e promozione? e come si può fare, all'orizzonte di una stagione a porte chiuse con tanti sponsor che probabilmente verranno meno per questo motivo, a salvare la categoria? qualcuno secondo te vi potrebbe e dovrebbe aiutare oppure siete già rassegnati a trovare voi le risorse per andare avanti?

Il professionismo per le categorie più alte del nostro settore è un riconoscimento sacrosanto. Però finché non vedo non credo, quindi aspettiamo questo avvenimento ormai declarato da anni. Per le categorie più basse è una vera catastrofe, una serie C è dispendiosa a livello economico e trovare sponsor adeguati è difficilissimo, scommettere su squadre di Eccellenza e Promozione non ne parliamo. Noi abbiamo il nome Montevarchi che da una grande mano ed un’organizzazione societaria importante. Siamo coperti per la gran parte delle cose che servono per fare una buona stagione. Vediamo se riusciremo ad attirare qualche sponsor in più grazie ai risultati e alla serietà delle ragazze. Dobbiamo sfruttare al massimo questi anni di grande audience per il settore femminile del nostro calcio.




E' un piacere enorme per me sapervi in salute e con le spalle coperte, spero che i fallimenti dolorosi che hanno sconvolto il calcio toscano, San Miniato e Robur su tutti, siano gli ultimi, che già il movimento ha perso tanto.

Ultima domanda; che cos'è per te il Montevarchi? e cosa diresti a un appassionato di calcio femminile che vorrebbe seguirvi ma sta esitando?

 Domandona, cos’è per me Montevarchi?! Beh la mia passione negli ultimi anni è aumentata sicuramente.
Da piccolo seguivo la squadra in serie C, mi ricordo il nubifragio in occasione della gara con il Sandonà vinta in rimonta 4-2 negli ultimi 5 minuti, la retrocessione in C2, la vittoria all’Artemio Franchi con il goal di Cellini alla Fiorentina o Florentia Viola (sono juventino quindi goduria doppia). Negli anni della prima serie D ho un po’ mollato perché la dirigenza di quegli anni era imbarazzante e un male per Montevarchi. Con la chiamata nel 2013 nel settore giovanile mi sono riattaccato ai colori rossoblù, lavorare con i ragazzi da una soddisfazione incredibile, essere d’aiuto nella loro crescita umana e calcistica è davvero emozionante. Con l’avvento del femminile tutto questo non poteva che aumentare ancora, tanto che ho anche un tatuaggio di un Aquila con la data della vittoria del campionato di serie D nel 2018. Sono orgoglioso di portare questi colori, ho sempre detto che difficilmente riuscirei a fare calcio altrove, poi se dovesse chiamare la Juventus ci penserei eh!
Invogliare a vedere le ragazze? La passione che ci mettono in campo basterebbe per far ricredere anche il più diffidente. 

Omar ti ringrazio per questa fantastica e dettagliata intervista e per l’opportunità e visibilità che stai dando a questo mondo e soprattutto a coloro che sono meno in copertina di altri. È un lavoro splendido e ti auguro di continuare a lungo. Ringraziando tutti coloro che mi hanno aiutato nel mio percorso fino ad ora, ti invito ad un nostro match al glorioso Brilli Peri.


Le ragazze del Montevarchi ci salutano così.


Sono io che ti ringrazio Jacopo (Anche per avermi confermato che in Valdarno siete tutti Juventini :D ma non ci andare alla Juve, le tue aquilotte valgono di più di un CR7 qualsiasi, ti diverti di più qua) in ogni caso l'opportunità ce la stiamo dando a vicenda, visto che io non potrei andare avanti senza le vostre storie. Il mio progetto continuerà fino a che ci saranno persone e società che hanno voglia di raccontarsi, e lasciami dire che un dirigente di una squadra importante come il Montevarchi non capita tutti i giorni, solo in Toscana sono state travolte dalla crisi società di categorie superiori alla vostra e vedere invece che c'è chi resiste, chi assicura alle giocatrici la possibilità di continuare a credere nel proprio sogno, di vivere il calcio come si deve e come il loro talento merita, lasciami dire che è un qualcosa di straordinario, che scalda il cuore di ogni appassionato di questa disciplina splendida ma condannata al precariato più che altro dal menefreghismo dei media e dall'ignoranza della gente che spesso non da a priori una possibilità al femminile, perché poi è proprio come dici te, basta che vengano una volta allo stadio e guardino coi loro occhi la passione e la serietà che ci mettono per poi ricredersi. Sei una brava persona Jacopo, il calcio femminile ha bisogno di ragazzi come te, giovani, determinati e di cuore, e certo che ci vengo al Brilli-Peri appena sarà possibile, voglio stringerti la mano, congratularmi ma anche ringraziarti per tutto il tuo lavoro, e tifare insieme a te per queste ragazze che sapranno sicuramente farsi valere in questa realtà calcistica che gli ignoranti potranno snobbare quanto vogliono, per chi la pratica e la ama è tutto.



INCONTRO CON SARA COLZI, E L'IMPORTANZA DELL'OPEN DAY DEL PONTEDERA CALCIO FEMMINILE.

 Fin dalla splendida intervista che, ormai più di un anno fa, mi regalò (Potete trovarla qui;  IL VIOLA E IL ROSA: LE PROTAGONISTE; INTERVIS...