venerdì 24 aprile 2020

LE INTERVISTE IN VIOLAROSA ; LINA ABATE.

Cari amici de "il viola e il rosa"

In questo tempo difficile ci voleva proprio una vera e propria ventata di energia e spirito di collaborazione; alle interviste in violarosa avete aderito in tantissimi, è un piacere trovare persone che abbiano voglia di raccontare e raccontarsi. Sarà un progetto piuttosto importante, che spero di saper gestire per come merita.

Questa seconda intervista è di quelle che veramente ti emozionano e ti rendono orgoglioso di avere intrapreso questo cammino; ho infatti il piacere di presentare su Il viola e il rosa una vera e propria leggenda del calcio femminile Fiorentino, ovvero Lina Abate.

Lina, per chi non lo sapesse, è stata uno dei portieri più forti e affidabili del calcio italiano. Classe 1954,  una carriera importante durante la quale ha incontrato tutte le migliori calciatrici della sua epoca, dopo il ritiro ha saputo reinventarsi e soprattutto creare nuovi modi di intendere il calcio femminile a Firenze e provincia, una coraggiosa pioniera di idee nuove messe in atto, di quelle persone che hanno tenuto in vita la flebilissima fiammella del calcio femminile fino a che essa non ha cominciato ad ardere con sufficiente energia.

Ma adesso mi faccio da parte, e  vi lascio scoprire Lina attraverso le sue parole.

Una giovane e radiosa Lina Abate.


-Ciao Lina, grazie ancora per aver accettato il mio invito. Parlaci di te e della tua carriera calcistica. Perchè hai scelto il ruolo di portiere?

Fin da bambina ho sempre amato tutti gli sport, ma la palla l'ha sempre fatta da padrona. Ho cominciato infatti a giocare a pallavolo a 15 anni, anche con le ragazze più grandi di me, quindi non dovevo essere tanto male.
Mia sorella giocava a calcio, a me all'inizio  non piaceva tanto, lei era molto brava, capocannoniere per due anni consecutivi. Un giorno si fece male il loro portiere e lei mi portò a provare, e li è nato l’amore per il calcio.
Mi piaceva proprio tanto, non solo perché fui scelta, per me era proprio un divertimento, giocavo senza calcoli. Quindi posso dire che  è il ruolo che ha scelto me, e da allora lo sento mio e ho cercato di insegnarlo a molte e molti giovani con tutta la passione di cui sono capace.

-In quali squadre hai giocato?

Prevalentemente a Firenze, la società cambiò tante denominazioni ma era da intendersi come la squadra femminile della città; dal 1979 si chiamerà Polisportiva  Oltrarno Firenze, che dal 1986 diventerà il Firenze, quella squadra che poi cesserà di esistere nel 2015, per diventare  Fiorentina women's. Successivamente ho giocato un anno in prestito al Prato sport e tre anni al Prato, un'altra società della città, e poi sono tornata al Firenze dove ho concluso la carriera. Ricordo che ho avuto tante richieste dalla Sardegna, ma col lavoro e la famiglia non ho mai potuto accettare.

-Com'era giocare a calcio in anni pionieristici? in che strutture capitavate? c'era pubblico, uno zoccolo duro di tifosi che vi seguiva regolarmente?

Il calcio femminile in realtà c’era già da molti anni, ma non era preso in considerazione da nessuno.
Gli stadi erano dei veri e propri campi di patate, a volte li trovavamo di terra rossa, come accadde a Roma, e capitò che in Sardegna c’erano dei sassi che quando scivolavi o ti buttavi ti rimanevano nella carne.
A vederci c’erano solo  parenti, amici e fidanzati, una curva di tifosi tutta per noi potevamo solo sognarcela.

- Molto lucida la tua testimonianza, grazie per la sincerità. La tua miglior partita, o il tuo ricordo calcistico più bello?

La mia migliore partita è stata allo stadio Franchi, in una finale di coppa contro la Fiorentina elettroplaid in notturna. Io avevo solo 17 anni e quella partita mi ha lanciato,  tutte le squadre dell'epoca mi volevano, fu molto gratificante.

- Quali sono state le compagne più forti con cui tu abbia giocato? E  le avversarie più temibili?

Ho giocato con tante ragazze bravissime, non voglio  fare nomi per non fare torto a nessuna di loro, posso dirti che giocavamo per noi stesse, per puro divertimento e pura passione, e quindi tutte le volte facevamo partite fantastiche.
Di avversarie ce n’erano davvero di forti, e giocavano nelle squadre più importanti dell'epoca, ovvero Lazio, Sassari, Trani, Emilia-Romagna. Le più forti che ricordo erano Carolina Morace, Antonella Carta e Luana Pavan, ma ce ne erano tante altre.


-Veramente dei grandi nomi, ogni epoca aveva le sue stelle. Immagino però che per una donna della tua generazione non fosse possibile vivere di solo calcio, avrai dovuto lavorare per vivere.

Ovviamente si, sono entrata in Ataf come autista nel 1981

Lina al lavoro.


-Hai qualche aneddoto curioso legato alla tua carriera?

Mi ricordo di una volta che avevamo una partita a Roma e sbagliammo fermata, noi tutte ci ritrovammo ad attraversare di corsa villa Pamphili, giocammo e dopo il fischio finale di nuovo di corsa verso la stazione, senza nemmeno fare una doccia per non perdere il treno.

Un ricordo invece molto bello è stato allenarsi, anche se per poco, con Superchi, Bandoni e Galdiolo (NB; calciatori della Fiorentina dei primi anni settanta) , mi divertivo tanto con loro, e altrettanto  imparavo.
E poi ho un bellissimo ricordo di Nils Liedholm, quando partiva la Fiorentina per la trasferta mi faceva salire sul pullman per salutare i calciatori viola.

Che gran signore, Liedholm. Dopo il ritiro, hai continuato a restare nel mondo del calcio? se si, con quale ruolo? raccontaci la tua vita sportiva dopo il ritiro.

Quando ho smesso di giocare ho voluto continuare a restare nel mondo del calcio, e ho cercato di creare un settore giovanile, perchè senza un serbatoio non c’è ricambio.
La prima squadra giovanile di Firenze interamente femminile l’ho messa insieme io,  cercando le ragazze che erano costrette a giocare coi maschietti, ragazze che venivano da Prato, dal Galluzzo, da Scandicci,da Campi Bisenzio e altre zone limitrofe.Tra queste ragazze che hanno fatto parte della mia squadra, tra quelle in attività c’è Alia Guagni.
Poi ho  preso il patentino da allenatore a Coverciano, siamo state le prime sette donne donne in Italia che potevano allenare anche gli uomini. Ricordo che la cosa ebbe un certo impatto mediatico, con pubblicità in Tv e interviste.




Dopo sono entrata a far parte della Lega Nazionale Dilettanti Toscana, e da coach ho vinto un campionato nazionale con la rappresentativa Toscana del settore giovanile e scolastico.



Da allora mi sono dedicata a organizzare degli eventi per il settore giovanile, con ragazze e bambine provenienti  da tutta la Toscana.
In quei raduni ho visto tante di quelle bambine timide entrare poi in squadre femminili di livello, e sono davvero felice di averle conosciute e coccolate, in seguito sono diventate grandi giocando nella Fiorentina, nella Florentia, fuori dalla Toscana e perfino in Spagna. Sono davvero  felice di aver trasmesso passione per questo sport.
Ora sono a fare il massaggiatore per la federazione, con il calcio a 5 femminile e juniores maschile.




Un recente attestato di benemerenza consegnatole da Tavecchio.


-  Credimi, Lina, che la tua passione arriva forte anche a noi lettori. Hai qualche hobby, o passione extracalcistica?

Ho una grande passione per i gatti, ho partecipato anche a delle mostre feline, ho una foto con Luca Toni che tiene in braccio il mio gatto.






Segui il calcio femminile di adesso, vai allo stadio a vedere qualche partita?

Si, il calcio femminile lo seguo sempre, anche se non posso vederle tutte cerco di seguirne quante più possibili.

- Ci hai già detto le calciatrici più forti della tua epoca, tra quelle in attività chi ti piace?

Mi piacciono molto Alia Guagni, Elena Linari e Greta Adami.

Anche a noi, credimi. Visto che sei un portiere, nessuna può rispondere meglio di te; se fossi la Bertolini chi schiereresti titolare tra Giuliani, Baldi, Schroffenegger e Durante? oppure hai un ulteriore nome da proporre?

Tra i portieri più forti i nomi che hai fatto sono le migliori al momento. Confermo Giuliani come la migliore, ma a me piace molto anche Durante.  Rachele Baldi l’ho allenata in rappresentativa e  le ho dato dei consigli, secondo me deve ancora far vedere tutto il suo potenziale, può fare ancora di più.

- Accipicchia, non ti nascondo che sono un suo grande fan e per me è già la più forte, sono felice che tu dica questo perchè avremo da vederne ancora delle belle, con Rachele.
Per finire, cosa ti auguri per il futuro del movimento?

L’ultimo stadio del femminile è il professionismo, senza dimenticare il settore giovanile.
Senza ricambi e con tante straniere non si cresce. (NB; novanta minuti di applausi dal sottoscritto)
Mi auguro che la passione che circonda il movimento non si esaurisca,  ma anzi continui a crescere esponenzialmente.

E noi ce lo auguriamo con te, cara Lina, noi appassionati dobbiamo crescere sempre più per numero e per passione, e la passione passa anche dalla memoria, la memoria di donne come te che hanno fatto del calcio la loro vita, e che continuano impavide per la loro strada.
Grazie ancora per essere stata graditissima ospite su questo blog.

giovedì 23 aprile 2020

LE INTERVISTE IN VIOLAROSA; ANDREA BIANCHI



In assenza di calcio giocato, è difficile tenere in vita un blog, e la propria passione. Arriva un momento che da soli proprio non ci si fa, e c'è bisogno di chiedere una mano ad altri appassionati, che abbiano voglia e modo di mettersi in gioco, di dedicare un po' del loro tempo al calcio femminile, coi loro ricordi e le loro esperienze.

Per cui, grazie a questa collaborazione, sono nate le "Interviste in violarosa" Che saranno dedicate a molteplici aspetti del calcio femminile, con testimonianze di prima mano da parte di calciatrici, ex calciatrici, tifosi storici (della Fiorentina women's, ma non solo, come sapete su questo blog si cerca di dare voce al movimento in più di un aspetto) addette e addetti ai lavori. Vorrei dare voci a tutte, anche (e soprattutto) a ragazze che hanno giocato solo a livello amatoriale, mi interessa la passione, le storie, non i titoli o i palmares, e spero davvero che tutta questa vita interesserà anche voi lettori, perchè ricordatevi che nessuno sport come il calcio femminile è nato ed ha arrancato in campacci impresentabili, in strutture fatiscenti e nell'indifferenza generale, e se come diceva un grande poeta dal letame nascono i fior, a volte dal fango dei campi di periferia nascono le storie più belle.

Il primo che ho il piacere di avere nella mia nuova rubrica è Andrea Bianchi, anzi, I'Bbianchi, uno dei tifosi storici della Fiorentina Women's, presente fin dalla primissima partita del 2015. Andrea non è solo un tifoso, è un punto di riferimento, colui che da il via alla festa in viola, che col suo mitico megafono detta i tempi del tifo organizzato.
Ma ora basta sennò si monta la testa e si fa un auto-coro solo per lui (Anzi lo inizio io; Di'Bbianchi un s'è mai stanchi...) che si faccia silenzio e che si sgombri la pista, signore e signori ora parte l'intervista;


Un Bianchi in bianco, e in ottima compagnia...


Ciao Andrea, e grazie per la disponibilità, è un piacere  intervistare per il blog un tifoso di lungo corso della Fiorentina Women's. Da quanto tempo esattamente le segui? e come è nata la tua passione?

Era un sabato dell'ottobre del 2015, lessi sulla Nazione che la Fiorentina aveva allestito una squadra femminile e che quel pomeriggio si sarebbe disputata la prima partita di campionato casalinga della storia, A San Marcellino. Andai per curiosità, non avevo mai visto una partita di calcio femminile (avevo chiuso col calcio maschile da decenni, ero un abbonato in curva Fiesole in epoca adolescenziale, n.d.r.).
Mi ricordo che appena sceso dalla macchina tirai fuori dal portafogli un ventino, credendo fossero più che sufficienti per un biglietto d'ingresso; rimasi sorpreso dal fatto che non ci fosse neanche la biglietteria, si entrava liberamente. Ci saranno state 70-80 persone sugli spalti, la maggior parte erano familiari e amici delle ragazze.
Rimasi sorpreso in positivo dalla tecnica individuale delle ragazze e dall'organizzazione del gioco, mi piacque molto vedere questo spettacolo, così continuai ad andare alle partite e mi appassionai sempre di più. In cinque anni ho assistito a un centinaio di partite dal vivo, sia in casa che in trasferta, e ho seguito le ragazze in posti di cui prima ignoravo l'esistenza; Tavagnacco, Mozzanica, Castiglione di Ravenna, Noceto, Cologno al Serio....

Con Johanna Einarsdottir



Sei non solo un tifoso, ma il re dei cori della curva, il tuo megafono è ormai leggenda al Bozzi. Come sei diventato il cantore numero uno?

Una ragazza della curva propose di reperire un megafono per gridare i nomi delle ragazze dopo i goal, e decisi di comprarlo io.
Dai nomi dopo le reti (appannaggio della ragazza che ebbe l'idea) si iniziò a riadattare alcuni cori della Fiesole al femminile, poi diversi di noi iniziarono a creare ex novo altri cori personalizzati per le ragazze. Io cominciai a prenderci gusto,e  visto che il megafono era mio dissi agli altri di comprarne un altro in modo da disporre liberamente del mio e cantare quello che volevo...o quasi.


tutti in coro...




-Quali sono  i tuoi cori più belli, e quelli che hai cantato/ canti più volentieri?

Ribadisco, gli autori dei cori che sentite in curva sono diversi. Tra i miei, quelli che preferisco sono;
-Quello per Lana Clelland, sull'aria di "We will rock you" dei Queen.

-"Con la Torte non si passa, con la Torte non si passa..." Questo lo partorii sul momento a La Spezia durante la supercoppa, dopo un'entrata killerosa della Tortelli sulla Boattin sotto il nostro settore

- Il "Cuccuruccuccù Paloma, ahi ahi ahi ahi ahi segnava..." Tengo comunque a precisare che quel coro venne in mente anche ad altri, non poteva essere che così.

Ma il coro che canto più volentieri è;
"Quando scendono in campo le ragazze,
il cuore mi batte perchè
hanno 11 maglie Viola
il colore più bello che c'è,
comincia la nuova battaglia
ragazze nessuna pietà
alziamo le mani al cielo
la curva comincia a cantar
Ohooohooohooohoo....."

Hai visto passare tante giocatrici in questi anni. Quali sono state le tue preferite a livello tecnico, e quelle a cui in passato la curva è stata più affezionata?

Patrizia Caccamo, le cui serpentine ubriacanti sulla sinistra mi emozionavano, così come i goal in acrobazia di Deborah Salvatori Rinaldi. Una giocatrice meno fantasiosa ma molto forte è stata la Spord, peccato sia rimasta solo due mesi. Tra le giocatrici del passato direi che Elena Linari  era na di quelle a cui la curva è stata più affezionata.

E nella rosa attuale (a parte Alia, of course) quali sono le tue preferite?

A me più che il calcio in se piacciono le sue interpreti, quelle le cui giocate valgono da sole il prezzo del biglietto. Hai capito dunque chi è la mia interprete preferita della rosa attuale, vero? ti do un indizio; oooh, il fenomeno, il fenomeno, il fenomeno....


 Certo, è Tatiana Bonetti, non manchi mai di cantarglielo a ogni partita...e quelle che in passato potevano dare qualcosa in più, anche a livello affettivo?

 Sinceramente ogni calciatrice che ho visto in questi anni ha dato il massimo per la maglia, poi sicuramente alcune straniere arrivate qui hanno avuto dei problemi di ambientamento e non hanno reso per quello che ci si aspettava, ma l'impegno non è mai venuto meno in nessun caso.

Parlando di avversarie, quali sono state le giocatrici che ti hanno fatto tremare di più i polsi, e che avresti voluto dalla nostra parte?

Daniela Sabatino per il suo opportunismo in area, Valentina Giacinti per i suoi contropiedi e Manuela Giugliano per i tiri da fuori area.





Qualche aneddoto divertente o toccante legato alla curva?

Ne ho uno divertente e uno toccante; quello simpatico fu il siparietto tra me e Joe Barone,quando gli chiesi di comprarmi una famosissima calciatrice americana (NB; c'ero anch'io,gli chiedesti Rosemary Lavelle, proprio una scartina..) lui mi rispose con aria furba che non seguiva il campionato americano femminile (si, come no...) e chiese al figlio di prendere nota.

Un altro ben più commovente fu quando andammo in trasferta a Bergamo per la gara contro l'Orobica, io e altri tre tifosi decidemmo di fare una deviazione, e prima di arrivare a San Pellegrino terme  (non propriamente vicino allo stadio) per rendere omaggio alla tomba di Astori. Arrivati al cimitero noto un signore distinto, sulla sessantina, che entra prima di noi.Entrati dentro ci guardiamo intorno per trovare la tomba, e quel signore ci viene incontro e ci chiede cosa stavamo cercando. Gli rispondemmo che cercavamo la tomba di Astori, lui ce la indica e, visto che si incammina insieme a noi, chiediamo se era un parente.
"Sono il padre" rispose
I 15-20 minuti successivi durante i quali abbiamo scambiato due chiacchiere con "Quel signore" Non li dimenticheremo facilmente..e lo dice uno che non segue da una vita il calcio maschile, e che tra l'altro non conosceva di persona suo figlio.

Lo credo bene, Astori era, è e sarà patrimonio di tutta Firenze, non solo dei tifosi, resterà un simbolo della città. Cambiando argomento; Il momento più bello da tifoso?

Ce ne sono diversi; lo scudetto al Franchi, la seconda coppa Italia (In questo caso oltre alla felicità per la vittoria non dimenticherò mai i complimenti che ci fecero i tifosi bresciani, che avevano appena assistito all'ultima esibizione della loro squadra del cuore..) Ma il ricordo più bello è sicuramente la Supercoppa a La Spezia; era il 13 ottobre, il 14 era il mio compleanno e ricordo ancora che quando siamo saliti sul pullman è scoccata la mezzanotte, e ho potuto festeggiare il ritorno a casa e il compleanno con la coppa!!

Sei soddisfatto  della nuova gestione societaria dell'era Commisso/Joe Barone, o c'è qualche aspetto che vorresti fosse gestito diversamente?

Foto meravigliosa..per forza, l'ho scattata io...


Soddisfattissimo, non potrebbe essere diversamente. Noi tifosi li sentiamo molto vicini.


11-PER FINIRE; cosa ti auguri  per il futuro?

Beh, per il futuro...mi auguro che si possa presto ricominciare a entrare negli stadi!!

Ce lo auguriamo tutti, caro Andrea, e sarà bellissimo rivedere te e tutti gli altri compagni e compagne di tifo.
Grazie per il tuo tempo, dalla prima intervista in violarosa è tutto.

mercoledì 22 aprile 2020

SERIE A 2019/2020; LA MIA TOP TEN DI EMOZIONI DAL VIVO.




Il nostro primo anno...io e voi tutti insieme a tifare.


In questi giorni si stanno decidendo i destini dei campionati maschili e femminili; dopo la chiusura dei campionati giovanili serpeggia un cauto ottimismo per la prosecuzione dei tornei delle prime squadre, anche se l'ultima parola spetterà al governo. Il sogno di tutti e tutte noi sarebbe quello di terminare la stagione anche in piena estate (giocando in notturna)  o almeno iniziare la prossima puntuale e in sicurezza.
Ma una cosa è certa, il tutto proseguirà a porte chiuse per lungo tempo, non potremo essere li a soffrire con loro, a incitare le nostre beniamine, a intonare (o stonare) cori personalizzati, a gridare consigli non richiesti dalla tribuna, a rischiare di prendere un pallone in faccia ma chissenefrega, che male non fa.
Sono state però partite meravigliose, vissute in 4 stadi, Bozzi di Firenze, Monteboro di Empoli e Santa Lucia di San Gimignano, più una scappatella al Ricci di Sassuolo. In ogni partita c'è stato almeno un qualcosa da ricordare, due soli gli 0-0 ma entrambi spettacolari, Empoli - Florentia con Rachele Baldi a giganteggiare e il fortino Sangi contro la Juventus.

Di una cosa sono certo; non ho mai rimpianto il prezzo del biglietto (anche perchè le cifre sono molto contenute) E ogni volta sono uscito soddisfatto, magari deluso e frustrato per il risultato (Mi girano ancora le bolas per quell'Empoli - Roma con beffa finale, con la piccineria della Thomas che deride un pubblico che mai aveva offeso lei e le sue compagne, per me potrà anche vincere il pallone d'oro ma non gliela perdonerò mai...) Ma sempre con l'adrenalina a mille e con la consapevolezza di aver assistito a uno spettacolo di forza e passione.
Ma di questi momenti, che NON andranno perduti come lacrime nella pioggia, ne ho scelti dieci, una top ten emozionale, scelta con poco calcolo e tanto cuore, momenti in partite anche perse dalla squadra che supportavo, ma indelebili per i vari tipi di emozione che mi hanno fatto provare. Ho anche ricordato eventi e situazioni già noti, per "Riassumere" la stagione e riportare alla memoria qualche dettaglio comprensibilmente scordato.
PS le foto senza fonte le ho scattate io, forse non saranno i massimo ma è un modo per farvi "sentire" la mia vicinanza alle partite.

10- LA DOPPIETTA LAMPO DI PALOMA LAZARO A SAN GIMIGNANO;

Dopo il mio innamoramento per il calcio femminile post mondiale, aspettavo con ansia una partita dal vivo delle ragazze della Fiorentina. La partita di Champions contro l'Arsenal al Franchi, della quale parlerò a parte, è stata una bellissima esperienza unita a una cocente delusione sportiva, ma la passione nascente per la squadra della mia città non avrebbe certo subito flessioni.
Domenica 15 settembre 2019 arrivo allo stadio Santa Lucia di San Gimignano, fortunatamente un'ora abbodante prima del fischio d'inizio visto che c'era un autentico fermento dentro e fuori gli spalti; è la prima partita in assoluto della Florentia nel nuovo stadio e nella nuove veste neroverde, e l'accoglienza è veramente degna di un grande evento, con tanti volontari e volontarie che distribuiscono prelibatezze agli spettatori e ci coccolano dal primo al novantesimo minuto, tanto che ti senti quasi in colpa a tifargli contro (ma mi rifarò poi durante le successive visite al Santa Lucia, dove il mio tifo sarà tutto per la Sangi).





 Ricordo di quanto fossi solo, senza conoscere nessuno dei miei futuri compagni di tifo, ma dopo tanti anni che non andavo a vedere una partita mi ero dimenticato di quanto fosse facile fraternizzare uniti da una comune passione. Dal punto di vista sportivo avevo timore che le viola fossero ancora sotto shock per la debacle in Champions, ma  invece già al minuto 8 una ragazza spagnola ancora oggetto misterioso, schierata dall'inizio al posto dell'acciaccata Ilaria Mauro, si inventa prima una rete strepitosa con un tiro cross di destro da posizione defilatissima che sorprende Katja Schroffenegger e poi, dopo altri dieci minuti, si fa trovare pronta su un invito di Alia dopo che questa si era letteralmente triturata la fascia sinistra in una delle sue leggendarie progressioni palla al piede. Venti minuti e già due volte parte il coro "Cuccuruccuccù Paloma", il primo udito dal portentoso megafono del Bianchi, c'è un entusiasmo incredibile per la nuova beniamina; poi la partita proseguirà col 3-0 di Cordia e la pericolosa rimonta della Sangi prima con Tamar Dongus  che segna di testa il primo storico goal della Sangi, e poi con un gran goal a incrociare di Kelly, e solo nel recupero Lisa De Vanna di giustezza andrà a segnare il goal della tranquillità; una girandola di emozioni in una cornice magnifica, adrenalina a mille in un pomeriggio di settembre ancora caldo, per una personale prima da tifoso in serie A assolutamente indimenticabile.


9-LA PARATA DI AMANDA TAMPIERI SU DANIELA SABATINO;

Freddo cane in questa bassa di inizio dicembre. Ore 18, venerdì di lavoro e strade piene, di quelli stressanti e noiosi che ora ci mancano. Quella di Sassuolo, tra una pasta e una piadina di periferia, è una partita per temerari del tifo, una battaglia contro la nebbia gelida che sale da combattere battendo i piedi e sfregando le mani.
E' una Sangi col morale a mille, viene dalla storica vittoria in extremis contro il Milan, ma si vede subito che contro le paricolore emiliane è tutto sbagliato, dall'atteggiamento timido alla disposizione in campo. Il Sassuolo è padrone del campo, il goal già nel primo tempo pare questione di minuti, ma non hanno fatto i conti con una immensa Amanda "Serranda" Tampieri, al meglio della condizione; chiamata a grandi responsabilità dopo l'infortunio di Katja Schroffenegger, contro la Roma aveva infuso sicurezza a tutta la difesa, contro il Milan era stata superata solo su rigore, rivelandosi sempre più una autentica sorpresa di questa serie A. Ma come detto la capitolazione è nell'aria, e quella vecchia volpona di Daniela Sabatino si smarca durante un corner e da due passi si avvita in un colpo di testa assolutamente perfetto, ma Amanda con un colpo di reni strepitoso manda la palla sulla traversa, la sfera rimbalza sulla riga e poi termina tra le sua braccia, lasciando la Sabatino nel più completo sbigottimento e il pubblico letteralmente senza parole,un lungo istante di silenzio che credo sia stato il miglior tributo a questo grande intervento.


I due tempi dell'intervento (screenshots da youtube)


Poi nel secondo tempo, complici errori marchiani della difesa, Amanda dovrà arrendersi per tre volte allo strapotere delle ragazze di Piovani, ma quella parata rimarrà nei ricordi di tutti quelli che c'erano.



8- VIVIANNE MIEDEMA (E L'ARSENAL) AL FRANCHI;
Si, lo so che apro un capitolo doloroso, ma quella contro l'Arsenal era più di una capitolazione annunciata, era un terrestri VS marziane dopo il quale alle nostre ragazze si poteva rimproverare ben poco,anzi solo applaudirle per averci provato, specialmente nel primo tempo.
Per me una vittoria arrivò già un'ora prima del fischio d'inizio, appena varcata la soglia dell'Artemio Franchi, uno dei tempi del calcio Italiano. Lo confesso, il mio primo vero grande stadio, visto che dal vivo non ho mai visto una partita di serie A maschile e il terreno da gioco più importante dove ero stato prima era il campo Turchi a Pistoia, non esattamente il Maracanà.
Ma mentre mi beavo dello spettacolo attorno a me gettai giù un occhio ai riscaldamenti in atto; se vedere Alia e compagne dal vivo per la prima volta fu un brivido vero, gli esercizi compiuti dalle inglesi erano di una velocità tale che le nostre parevano ferme, una fisicità e uno scatto impressionanti; riconobbi Kim Little, le olandesi Jill Roord e Danielle van de Donk finaliste del mondiale insieme a colei che più mi aveva impressionato, Vivianne Miedema, il più grande talento giovane del calcio mondiale, che equivale a trovarsi davanti M'Bappè nel maschile.




Tutto il Franchi provò a supportare le nostre, ma era una battaglia impari anche perchè Alia fu costretta a dare forfait all'ultimo minuto causa dolore al piede, e le ragazze si arresero presto allo strapotere avversario, con Miedema che fece doppietta, con un secondo goal strepitoso, propiziato si da uno sciagurato retropassaggio di Breitner ma con lei seppe far suo il pallone in un istante, aggirare con maestria Francesca Durante e battere a rete, e non mi restò che imprecare e poi applaudire sportivamente. Lo 0-4 finale fu un risultato spiacevole, ma avere visto queste campionesse dal vivo è stata una vera emozione che, aldilà dei colori, non può davvero lasciare indifferente ogni intenditore di calcio, non solo femminile.


7- LA RETE DI MARTA VARRIALE IN EMPOLI - ROMA;

partita di destini questa, di storie nelle storie, che per le azzurre porterà zero punti ma tanti bei ricordi tra le ragazze. Ce ne saranno due di episodi da top ten legati a questa partita, combattuta dalle empolesi con incredibile tenacia contro avversarie fisicamente e tecnicamente superiori quasi in tutto, che però si sono scontrate contro un muro di orgoglio  e  passione che sgretolare è costato loro fatica e frustrazioni varie.
Dopo un primo tempo tutto sommato equilibrato, arriva una specie di gollonzo romanista in un'azione viziata da una indecisione del guardalinee, sulla quale ci sarebbe stato da discutere parecchio. Le ragazze tornano in campo stanche, hanno accusato il colpo, Rachele compie un miracolo del quale parlerò tra poco, ma comunque per rientrare in partita ci vuole un goal, poco da fare. Mi giro verso il mio compagno di tifo di quel giorno e concordiamo che servirebbe una palla inattiva o una punizione, ci vorrebbero le centrali a svettare, un bel cross e via.
"Ma chi abbiamo di alte? Quelle della Roma sono delle gigantesse"
"Lascia fare, c'è Norma Cinotti, c'è Zoi Giatras, e c'è anche Marta Varriale, abbi fede"
Insomma, un minuto dopo, corner perfetto di Simonetti, difesa della Roma presa in contro tempo e proprio la numero 26 azzurra riesce a girare in rete di testa, un goal bello ma ancora più fantastica è la successiva esultanza, forse la più travolgente che abbia mai visto dal vivo, con Marta che va ad abbracciare Pistolesi in quella che rimane una bellissima istantanea della stagione azzurra. Ancora non lo sapevo, ma quello era il suo primo goal in assoluto in serie A, e tutto il pubblico di fede empolese era felicissimo per lei.


fonte; pagina facebook empoli ladies


 E' stato davvero un gran bel momento di calcio e di umanità, se c'è una cosa che mi commuove è la passione e la gioia che esplode in queste ragazze che hanno fatto e stanno facendo tanti sacrifici per emergere, e Marta, tra l'altro una delle persone più simpatiche e genuine che si possano incontrare sui campi da gioco, si è meritata questo goal più di ogni altra, con i migliori auguri che sia il primo di tanti

6- IL RIGORE DI ALICE PARISI CONTRO IL VERONA;

Siamo onesti, Fiorentina - Verona 4-2 non è una partita che verrà ricordata nel tempo, non ha particolari momenti memorabili, ma è stata comunque un grande divertimento misto a vera sofferenza per chi ha assistito, la croce e delizia di essere tifoso viola. Perchè la Fiorentina di inizio stagione pareva un po' una squadra Zemaniana, che poteva battere tutte ma anche avere cali di attenzione tali da far sperare nella rimonta anche avversarie davvero meno attrezzate come Florentia, Tavagnacco e appunto Verona.



Era stata una partita sul velluto, con Ilaria Mauro a giganteggiare nel primo tempo, e lo splendido pallonetto al volo di Tatiana Bonetti a beffare Gritti in uscita. 3-0, sugli spalti fa un freddo pellicolare ma si ride e si scherza, ma il Verona aveva in campo una giocatrice formidabile (poi appannatasi dopo il rientro dalla sosta natalizia, assieme a tutta la sua squadra) ovvero Benedetta Glionna, forse il talento più puro tra le giovani calciatrici Italiane e purtroppo già proprietà Juve, che iniziò a spronare la squadra e a crederci, fino a trovare un bel goal dei suoi, ovvero taglio verso l'esterno e poi tiro a incrociare sul palo opposto, ne sa qualcosa anche la Marchitelli. Dopo questo goal il Verona ritrova coraggio, e pochi minuti dopo Pasini segna il goal della vita con un sinistro imprendibile dal limite. Inizia la paura, iniziavo a pregustare la prima vittoria al Bozzi da spettatore dopo il pareggio contro il Milan e ora tutto rischia di sfumare, ma per fortuna pochi minuti dopo Vigilucci viene atterrata in area da Ledri. Rigore, ovvero non proprio la specialità della casa visto che negli ultimi tempi se ne sono sbagliati molti, ma per fortuna sul dischetto va Alice Parisi, che con grande freddezza spiazza Gritti con un elegante piatto destro. Nonostante questo goal della sicurezza, il Verona ormai in trance agonistica attacca in massa, e negli ultimi minuti ancora Glionna colpisce il palo con un pallonetto geniale, e subito dopo Sofia Cantore fa partire un Bolide che Steph miracolosamente devia sulla traversa, e meno male poi arriva il triplice fischio che ci fa sbuffare di sollievo. Ecco perchè questo rigore, seppur non eccezionale, è uno dei momenti che ricordo con più piacere; perchè senza di esso sarebbero stati dei minuti finali da girone dantesco. Meno male che nelle partite successive i vantaggi con ampio margine sono stati sempre ben gestiti dalle nostre.


5-LA RETE DI CECILIA PRUGNA CONTRO IL TAVAGNACCO;

Il calendario, mai benevolo con le neopromosse, lo è stato ancora di meno con l'Empoli ladies, che si è ritrovato in un vero e proprio ottovolante, con 3-4 partite con le big consecutive e poi filotti di gare più abbordabili, passare di colpo da Davide che cerca di opporsi come meglio può ai Golia (e talvolta ci riesce...Milan, ricordi niente?) a favorita di gare da vincere a tutti i costi per recuperare punti e posizioni è tutt'altro che facile.
E le ragazze, dopo un filotto thrilling con Milan, Juventus, Inter, Roma e ancora Juventus in coppa Italia, finalmente hanno una partita abbordabile contro il penultimo Tavagnacco, che però, come detto, va vinta per tenere questa squadra ferita e insidiosa a debita distanza; una vittoria sarebbe la salvezza quasi matematica, una sconfitta un mezzo disastro che renderebbe pericolosamente ansiogeno il finale di stagione.
Sugli spalti c'è entusiasmo ma anche una sottile inquietudine, che diventa più palpabile già nei primi minuti di gioco, con le ragazze che non riescono a far viaggiare la palla, perchè squadre tecnicamente dotate come l'Empoli paradossalmente giocano meglio contro Juve e Milan che non con squadre catenacciare.
Al minuto 10 arriva la doccia fredda; palla persa al limite e Kunizawa lascia partire un tiro che sorprende una Baldi poco reattiva, presa in contropiede dagli errori delle sue stesse compagne. E chi ha perso palla in modo maldestro è proprio colei che forse è il maggior talento offensivo in campo tra le 22, Cecilia Prugna, che si dispera perchè sa benissimo di aver messo nei guai la sua squadra e soprattutto di non aver reso giustizia alla sua classe.
Passano i minuti, come ricorderete il Tavagnacco piazzò l'autobus davanti alla sua porta, una partita di sofferenze inaudite, si arriva quasi al novantesimo e tutti noi sugli spalti ormai ci rassegniamo a un pomeriggio maledetto, solo l'Arzilli ci crede ancora e ci incita a incitare, e fa bene; minuto 90 spaccato, cioccolatino di Simonetti per Francesca Papaleo che porta la palla in area, salta l'avversaria con un sombrero sopraffino e poi serve palla a Cecilia Prugna che si coordina alla perfezione e in mezzo a due avversarie che stanno per intervenire lascia partire uno splendido destro a incrociare che non lascia scampo a Capelletti, un grandissimo goal dopo il quale Cecilia si accascia a terra sfinita mentre le compagne fanno cerchio intorno a lei, il riscatto dopo l'errore, l'orgoglio di aver rimesso tutto a posto come solo le campionesse sanno fare.


fonte; pagina facebook empoli ladies


Sugli spalti esplode la gioia, credo di aver abbracciato padri e madri di metà delle calciatrici, un delirio assoluto. Peccato che dopo il fischio finale le ragazze fossero nervose e deluse, certo ne avevano tutte le ragioni, ma da tifoso invece ero felicissimo perchè per me quello per me è stato il goal che ha scacciato via definitivamente i mostri, che permetterà alle azzurre di finire il campionato con prudenza ma senza troppe sofferenze, un pareggio che letteralmente vale una stagione.


4- LA TRIPLETTA DI TATIANA BONETTI CONTRO L'INTER;

Il 15 dicembre non era solo il giorno di Fiorentina - Inter, era anche il compleanno di Tatiana Bonetti, e tutti noi sugli spalti  speravamo si regalasse (e ci regalasse) Almeno un goal. In tribuna c'erano anche i suoi genitori e la sorella, sua prima tifosa, tutto era predisposto affinchè riuscisse una giornata memorabile. E memorabile fu, oltre ogni aspettativa, non solo perchè contro l'Inter la Viola fece la partita perfetta della stagione, ma perchè in avanti fu un vero e proprio Tatiana show, movimenti da fuoriclasse e una precisione nelle conclusioni da lasciare sbalorditi.


Era la sua giornata, tutta la squadra ha lavorato per farla segnare e lei ha onorato i loro sforzi con una prestazione maiuscola, e nessuna si è permessa di segnare al posto suo, visto che l'unico goal non firmato da lei è una maldestra autorete di Fracaros, vittima sacrificale del gioco  orchestrato da Cincotta e lasciata allo sbaraglio da un Sorbi in totale confusione.
La prima rete arriva al minuto 17 dopo un triangolo con Alia, con la palla che rimbalza e Tatiana  che con un tiro chirurgico batte la povera Aprile, letteralmente presa a pallonate e nonostante tutto migliore delle sue, con almeno 3 interventi decisivi.
La seconda rete alla mezz'ora è forse la più pregevole dal punto di vista tecnico; Cordia crossa per De Vanna che serve con un bel colpo di testa Tatiana, che con un sinistro di controbalzo micidiale a incrociare fulmina ancora la povera portiere interista; una rete da cineteca.
Nel secondo tempo, ormai sul 3-0, altra perla assoluta; tiro di Mauro rimpallato, arriva Tatiana che si impadronisce del pallone, converge sulla sinistra e poi e scaglia un bolide a togliere le ragnatele all'incrocio, per la gioia incontenibile sua e di tutta la curva.
Dopo la partita Tatiana uscì dagli spogliatoi col pallone del match firmato dalle compagne, e tutti noi le tributammo grandi applausi e auguri di buon compleanno, con lei che minimizzava con la sua pacatezza, e la modestia propria delle grandi.
Di triplette al Bozzi di Tatiana ce ne sarà un'altra un mese dopo contro la Florentia, ma questa rimarrà nei miei ricordi più belli per la bellissima giornata dicembrina, per gli auguri natalizi tra tifosi e alle ragazze, per tutta un'atmosfera magica che porterò sempre nel cuore.


3- IL GOAL DI MAEGAN KELLY CONTRO IL MILAN E IL SALUTO A GIULIA ORLANDI;

Si dice che a volte la vita sia un romanzo, ma se la partita del 30 novembre a San Gimignano tra Florentia e Milan fosse stata la trama di una qualche opera di fiction il suo autore sarebbe stato accusato di aver abbondato in luoghi comuni e stucchevolezze, "Non possono verosimilmente accadere tante cose belle nella vita vera". E invece.
Perchè Sangi-Milan per 90 minuti è stata una partita non bella, combattuta e di buon livello tecnico ma con poche emozioni, con due goal frutto di due rigori più o meno discutibili.
Ma non era una partita qualunque, perchè era l'ultima  della leggendaria Giulia Orlandi, che dopo una grande carriera tra Firenze e Fiorentina culminata con uno scudetto da capitana era poi diventato il motore e il simbolo della Florentia, e che appena due giorni prima aveva fatto deflagrare la bomba, lasciare il calcio per cause di forza maggiore ovvero esigenze di lavoro, che per una dilettante (Mi sento in imbarazzo a definirla così, ma non sono io a dovermi vergognare, solo chi permette questo) spesso diventa una tale priorità da dover abbandonare la propria vera passione.
Nella sua ultima partita Giulia ha orchestrato la maovra di centrocampo da par suo, il Milan ha provato a sfondare ma le dighe hanno retto, ma le rossonere hanno fame di punti, si scoprono, e la loro fuoriclasse in difesa Laura Fusetti è acciaccata, si tiene su con un coraggio da leonessa ma non ne ha più, e a un minuto dalla fine una palla arriva a Vicchiarello che si accentra e, invece di tirare, con altruismo serve Kelly tutta sola; ricordo ancora tutti noi che ci alziamo sulle tribune, Maegan che colpisce a botta sicura, il terremoto di gioia appena la palla entra; dalla paura di prendere goal al tripudio assoluto, Giulia prima festeggia ma poi si riscuote e prende per mano la squadra, c'è ancora un minuto da fare e l'attenzione deve essere massima, ma l'emotiva Giacinti calcia in porta di frustrazione da centrocampo, e il Milan si arrende.


fonte; pagina facebook Florentia san gimignano

Quel che succede dopo è un caleidoscopio incredibile di emozioni che vanno dalla gioia al pianto, Giulia sulle spalle di Serena Ceci portata in trionfo rimarrà un'istantanea indelebile di questa stagione, ed essere rimasto li in mezzo a centinaia di altre persone a godermi ogni istante di questa malinconica festa è stato ciò che mi ha fatto innamorare definitivamente e irreversibilmente del calcio femminile, percependo tutta la sua carica emotiva, le storie personali delle atlete che si intrecciano con il loro carriere, i sacrifici e le rinunce ma anche l'orgoglio e la speranza, una causa in cui credere, una battaglia da combattere. Non ho avuto la fortuna di veder giocare Giulia Orlandi nei suoi anni d'oro ma sono stato li a salutarla nel suo ultimo atto, e questo mi fa un immenso piacere.



2- LA PARATA DI RACHELE BALDI SUL RIGORE DI ANDRESSA;

Dicevamo sopra di Empoli Roma, partita difficile ma equilibrata, giallorosse in vantaggio con goal discutibile etc.
La ripresa iniziò in maniera assai complicata per le azzurre, con la Roma in avanti per chiuderla e loro che cercano di opporsi come possono. Al minuto 52 una svolta; "Simpatia" Thomas prende palla in area e va verso Lucia di Guglielmo che ha la colpa di essere li, la romanista le frana addosso ma per l'abitro il fallo è della capitana azzurra. Rigore.
La curva comprensibilmente è furiosa, ma io mi isolo, non prendo parte alla protesta, inizio a sussurrare "Ricordatevi della Martinovic" anche lei ha sfidato Rachele dal dischetto, e anche lei ci ha lasciato le penne, un doppio intervento strepitoso che valse un punto d'oro per la sua squadra.
Si presenta Andressa, che la settimana prima aveva castigato sempre dal dischetto Stephanie Ohrstrom, con un rigore perfetto e angolatissimo. Ho iniziato a sperare che Rachele si buttasse a destra, può darsi che la brasiliana sia in qualche modo scaramantica, repetita iuvant in fondo. Gli ultimi fischi si acquietano, Andressa parte, Rachele è una sfinge, parte il tiro ed è potente, angolatissimo e perfetto, e sempre a destra; ma stavolta non lo alza, rimane a filo d'erba, non è più imparabile, è quasi imparabile, nel senso che un portiere normale non ci arriva lo stesso,ma la fuoriclasse Rachele Baldi si, lei ce la può fare, con la punta delle dita tocca il pallone e lo manda sul palo, la sfera ritorna in gioco ma lei è più reattiva di una pantera e  sulla ribattuta costringe Bartoli ad alzare colpendo la traversa; poi gioco fermo, fallo in attacco, ma come non era entrata la ribattuta della Martinovic non era entrata nemmeno questa, ma purtroppo questo scatto di rara agilità costerà a Rachele un infortunio muscolare che ne condizionerà il resto della gara, ma il miracolo è compiuto, la grande Andressa non è passata, e da questo poi è nato l'altro magic moment della partita, il già descritto goal di Marta Varriale.

da farci un poster (fonte; pagina facebook empoli ladies)

Nel calcio femminile questa è la parata più bella che finora abbia la fortuna di avere visto dal vivo, e ci vorrà del tempo prima di rivederne un'altra che le sia pari, e sono convinto che se ci sarà la compirà di nuovo Rachele Baldi, la miglior portiere del nostro campionato.



1- IL GOAL DI ALIA IN FIORENTINA - MILAN.

Vi giuro, a inizio campionato ho avuto una specie di maledizione del Bozzi. Il giorno della prima partita contro la Roma,mentre mi stavo vestendo per arrivare, un po' come Fantozzi nella sera del frittatone di cipolle arriva una telefonata che manda al'aria tutto quanto, e devo correre dai miei per risolvere un problema creatosi sul momento, non ho rotto finestre per chiedere chi ha fatto palo ma poco ci è mancato.
Il giorno precedente alla gara col Tavagnacco febbre e tosse, e niente da fare, mia moglie mi chiude in casa col brodino e la spremuta. Poi la sosta della nazionale, e si arriva a novembre, e finalmente il fato smette di congiurare contro di me; dopo quasi due mesi riesco a rivedere le ragazze e finalmente a entrare al Bozzi, momento che attendevo con trepidazione da fine giugno.
Mi siedo, ancora timido tra tanti sconosciuti adesso conosciuti, nel seggiolino che poi è diventato "Il mio" a mezza fila all'altezza della linea del centrocampo davanti alla tribuna vip.
Guardo il riscaldamento, tante ragazze mondiali di ambedue le squadre, il ricordo azzurro è ancora recente e vivissimo, credo di sognare.

Prima foto al Bozzi e prendo lo striscione del Viola club Go women's...coincidenze?

Sento per la prima volta la canzone viola cantata a squarciagola, conosco le parole ma l'emozione mi impedisce di cantare, è tutto meraviglioso. Solo una cosa mi auguro, che segni Alia, ecco se alla mia prima al Bozzi segnasse proprio la capitana sarebbe da sogno.
E niente, alle volte ho fortuna, sarà per quel seggiolino che da quando mi ci metto io la viola (A parte proprio questa gara finita 1-1) ha sempre vinto, o anche come risarcimento morale per le vicissitudini precedenti, fatto sta che non solo Alia segna davvero, ma fa un goal bellissimo, straordinario, forse tecnicamente il più bello della stagione, perchè è un goal cercato e voluto in ogni suo aspetto da Alia e da Tatiana Bonetti, con un passaggio di sinistro quasi no look assolutamente perfetto della nostra numero dieci che taglia via tutte la retroguardia rossonera per giungere ad Alia che se fosse una giocatrice normale o anche buona proverebbe il tiro di potenza ma lei no, lei è una grande fuoriclasse, per cui con un morbidissimo e vellutato tocco di destro crea una parabola a scendere imprendibile per Korenciova, con la palla che non  termina in rete, vi si adagia come una goccia di pioggia sul petalo di un fiore.
Non ho capito assolutamente più niente, ho afferrato Giacomo e Guido, due ragazzi con il quale nel frattempo avevo fatto amicizia, vado ad abbracciare anche la Giada che già avevo conosciuto al Santa Lucia, insomma completamente impazzito, avrò gridato "Alia!! Alia!!" fino alla fine del primo tempo.
 Poi la partita è andata come è andata, ma se il primo goal della viola visto nel suo stadio è stato proprio di Alia e così bello, evidentemente il destino voleva che questa fosse la mia nuova grande passione, che nessun virus potrà mai spegnere nemmeno per un attimo, ci potrà provare ad allontanarci ma non ci riuscirà manco per idea, appena potremo chi c'era sempre ci sarà di nuovo, per altre top ten di momenti magici vissuti tutti insieme, uniti in un unico grandissimo abbraccio.

venerdì 17 aprile 2020

UN OMAGGIO ALLE RAGAZZE...TUTTO IN RIMA


Le ragazze a inizio stagione (fonte; tuttocampo.it)


Dopo quella azzurra, la poesia viola era un qualcosa che smaniavo sempre più di poter  compiere, avrei voluto pubblicarle insieme a Pasqua, ma anche negli scherzi giocosi sono un perfezionista, in poche parole volevo essere convinto di ogni singola strofa, perchè con una rosa di calciatrici più ampia, tante più straniere e più storie da raccontare le rime hanno faticato di più a tornare, ma in questi giorni di tempo libero nostro malgrado penso di avere chiuso il cerchio. Essendo dedicata alla squadra toscana per eccellenza ho calcato la mano sul vernacolo, mi si perdonino comunque le storpiature di nomi e termini soprattutto stranieri, sono tutte volute e tutte nello spirito giocoso di una poesia-filastrocca che non vuole prendersi sul serio, ma solo farvi sorridere un po' in un momento in cui ce n'è davvero bisogno.

Un paio di precisazioni; ritengo superfluo spiegare ai calciofili (specie quelli più attempati) chi sia Paul Breitner, ma per chi non lo sapesse era quel giocatore bruttino che segnò il goal della bandiera tedesco nella vittoriosa finale del 1982 al Barnabeu che ci regalò il quarto mondiale, "sporcando" parzialmente un risultato perfetto."In sul crin poniamo" (sulla testa posiamo) l'ho presa in prestito da Torquato Tasso, che ormai non penso se l'avrà a male. E "Chi è Tatiana?" era un tormentone, rimasto nel'immaginario collettivo (almeno credo) del comico Gabriele Cirilli.
Buona lettura, e spero apprezzerete.



Quando al Bozzi c'è la Viola
il cuore dei tifosi vola
però siam tutti cittì,
"Voglio lei, no quella lì"
O giù mister, via il magone!
La fo io la formazione
così almeno ti rilassi
vieni in curva e te la spassi!
La Pozzolatico e i suoi cori
se li senti ti ristori
E c'è un club che è dei più belli,
il Go women's dell'Uccelli.
Cosa aspetto, te mi dici,
a parlar di calciatrici?
Faccio ammenda e mi ci metto,
ecco il nostro tesoretto;

dalla Svezia fino a qui
E' arrivata Stefanì,
e con lei bel bella in porta
non si corron guai di sorta.
Ne potrei cantare tante
anche su Franci Durante
ma te ne dico una sola
che tra i pali quella vola!!
E li in area, lor signori
pare ci sian dei tornelli
che come gli imperatori
ci comanda la Tortelli
e con Janni o Laura accanto,
la difesa è proprio un vanto,
che sia Francia o Danimarca
non si scappa a chi ti marca.
E i Beatles dopo Michelle,
canterebbero Janelle,
con la loro bella voce
ci direbbero "è veloce",
ma sull'altra fascia sta
chi rivali non ne ha
c'è la capitan che ammalia,
solo un nome, quello di Alia
tra cento generazioni
canteranno le canzoni
sulla nostra condottiera
che Firenze rende fiera.

E chi lasci poi in panchina?
Mica ci va la Davina?
Ah beh no, il nostro furetto
titolare te la metto!
In mediana sol sorrisi,
vi troneggia la Parisi
ma quell'altra non la ami?
voglio dire, è Greta Adami!
Centrocampo ancor più bello?
fai entrar la Mascarello!
Però oh, te lo deo dì,
che c'è un'altra Stefanì
la tedesca di Germania
che noi tutti ci si smania,
si chiama Breitner, come Pòl
ma è più bellina, e 'un ci fa gol.
E ucci ucci cristianucci,
c'è pure la Vigilucci
da Volterra con furore
piedi buoni e tanto cuore.
Di talento e assai carina,
è la Fusini Martina
da schierare titolare
solo per il savuar faire.

E in attacco chi ti schiero?
Il dilemma si fa vero!
Ma talento ce n'avanza
son problemi di abbondanza!
Alla nostra Ilaria Mauro
in sul crin poniamo un lauro
ed i gol come confetti
 ci regala la Bonetti!
Come dici, "Chi è Tatiana?"
Giù, vien via, non far buriana.
Ma che fai, ciuco da soma?
Lasci fuori la Paloma?
Già Battiato lo sapea
e un bel coro ci facea,
per la nostra Dulcinea.
E ora mi piglian le risa
qui c'è la De Vanna Lisa
che gli è detta la leggenda
e ci sta che se la prenda
che nel relegarla in panca
prima o dopo ci si stanca,
e c'è pure la danese
che pare una centometrista
sulla fascia palla prese
e disse a tutte "Pista, pista!"
E se vuoi del buon tepore
qui ci vuole il fil di Scozia
che la Lana, quale onore!
Coi suoi tocchi ci delizia.

Che tu dici? Ce n'è ancora?
Che alla fine mai si giunga?
Te lo dico fin da ora
ci vuol la panchina lunga!
La portèra Catalina
esordito ancor non ha
ma è simpatica e carina
spero proprio rimarrà.
Lavorar di buona lena
questo sa far la Catena
che palloni alle attaccanti
ne fornisce proprio tanti,
e Corazzi e Ripamonti
son la nostra primavera
di fagli fà minuti, e tanti
si deve trovar la maniera!
Se poi metti la Monnecchi
in attacco, beh c'azzecchi,
e con Marta Morreale
tutte son da nazionale!

Via, rinuncio a questa lotta!
Vieni vieni qua, Cincotta
a te son lieto di lasciare
questa gatta da pelare
che a schierar l'undici iniziale
qui ci vuole un generale!
Ma un consiglio si permette,
perchè 'un le metti in campo tutte?
Che qui c'è da fare a fette
Roma Milan e  gobbette,
qui si rivuole un trofeo
che gliè tutto un piagnisteo!

E che poi ora come ora
di tornare basterebbe
tutti al Bozzi, alla buonora
che più allegri si sarebbe
ma qui già un allenamento
ci parrà un avvenimento
ed anche una partitella
sembrerebbe tanto bella!
Ma via giù, passerà presto
questo tempo tutto pesto
sugli spalti vedrai Rocco
con il figlio e Joe Barone
dare alla curva quel tocco
di eleganza e distinzione,
ci saranno nuovi cori,
mieteremo nuovi allori
con Narciso ancora vola
lieve la canzone viola
di ogni squadra sei regina...

FORZA FORZA FIORENTINA!!

domenica 12 aprile 2020

BUONA PASQUA...E UNA POESIA (IN AZZURRO).




Cari lettori,

Vi chiedo scusa per questa mia prolungata latitanza, ma capirete che in questo momento difficile e per certi versi assurdo molte delle nostre abitudini sono state stravolte, e per me sono stati giorni molto impegnativi, che mi hanno visto in prima linea su più fronti, e il tempo da dedicare a nuovi articoli è stato quasi zero.
 E poi ve lo confesso, mi mancano le ragazze e i compagni di tifo, mi manca il Bozzi, mi manca Monteboro e il Santa Lucia, ed è difficile scrivere di ciò che per altri mesi ti verrà precluso.



Ma oggi è un giorno di festa, almeno cerchiamo che sia tale il più possibile, di pensare che la faticosa discesa è iniziata, e ogni giorno che passa è un giorno in meno dal ritorno alla normalità, anche calcistica.

Per questa ricorrenza, per la quale vi porgo i più sentiti auguri, voglio regalarvi una poesia giocosa, composta nei ritagli di tempo, per le ragazze dell'Empoli ladies, una squadra che come sapete è stabile nel mio cuore. Per combinazione, i cognomi delle ragazze di Pistolesi sono molto musicali, e le rime sono venute quasi da sole. Spero che vi divertirete a leggerla, a prescindere dalla vostra fede calcistica.

Scusatemi per qualche licenza poetica e per qualche toscanismo, ma dovevo far quadrare i conti.



POESIA AZZURRA


Io davvero m'innamoro
quando arrivo a Monteboro,
qui col sole o con l'inverno
ho un affetto sempiterno
per la curva, cori e strilli
orchestrati dall'Arzilli
e per quell'azzurro velo
sulle maglie,e su nel cielo.

In porta c'è Rachele Baldi,
gran talento e nervi saldi
e affrontarla si, ti stressa
anche se ti chiami Andressa.

E la difesa è eccezionale
con Zoi Giatras e Varriale
tra di loro le attaccanti
e si fan discreti pianti.
Sulla fascia, la malìa
di vederci  la Lucia
capitan d'intelligenza
come se ne può far senza?
ma sull'altra, state buoni!
c'è la Paolina Boglioni,
e se un giorno non è li,
oh, tranquilli! c'è Emily.

E al centro ormai l'aspetti,
il genio di Simonetti,
e non fa più meraviglia
il talento di Cecilia,
proprio lei, Cecilia Prugna
sempre pronta l'è alla pugna,
e se vuoi qualcun che lotti
li per te è Norma Cinotti.

E in avanti chi voleo,
meglio della Papaleo?
e ghinee, mica dei  penny
vale il talento di Jenny
E le avversarie, il ciel le aiuti!
ora ha palla Arianna Acuti
le difese tiene in scacco
e la palla va nel sacco.

E ho detto,mi si perdoni
solo le titolaroni
che se poi si guarda in panca
beh, la qualità non manca,
come non esser felice
quando vedi Lugli Alice,
e con Giorgia,Giulia ed Aurora
mi rallegro fin da ora.
Con Palama e Varin Ness
passa subito lo stress,
e in avanti pochi crucci,
c'è Anghileri e c'è Morucci.

E di scriver sono fiero,
poi di un grande condottiero;
ve lo dico ormai da mesi,
è un maestro Pistolesi,
di talento e umanità
mai da sole lascerà
le sue splendide ragazze
che di lui van tutte pazze.

E concludo un poco mesto
che tornar vorrei, e presto
ad abbracciarvi tutti quanti
un per un, che siete in tanti,
spero sia un giorno di sole
e danzi il vento dell'estate
e non importeran parole
solo gioia, e undici fate.


sabato 14 marzo 2020

VERSO UN'ALTRA PRIMAVERA.




Cari amici e followers de "Il viola e il rosa",

Oggi voglio scrivervi per parlarvi di piccole gioie e di speranze, che sono quelle che ci fanno andare avanti lungo tutto l'arco della nostra vita, non solo nelle situazioni di emergenza.

Non so quanto grandi siano i vostri sogni, i vostri desideri e le vostre ambizioni, se sognate di tagliare da primi i traguardi più importanti, di fare una carriera ambiziosa o se vi basta gioire (ma scusate se è poco) di una vittoria della Fiorentina women's, fatto sta che ogni anno che passa si danno troppe cose per scontate, è cambiato il modo di pensare, si pensa sempre più alla meta e sempre meno al viaggio, mentre sono i giorni, ovvero i singoli battiti che scandiscono la vita, quelli che contano.
 Ora che non ci si può più toccare e abbracciare, si rimpiange quelle effusioni che non si sono date. Ora che non sappiamo quando rivedremo fidanzati, fidanzate, genitori e nonni che abitano lontani rimpiangiamo di non aver passato più tempo insieme. Ora che ci vuole anche un'ora per entrare in un supermercato, ci rende tristi perfino non poter comprare la nostra marca favorita di biscotti o il pollo arrosto appena sfornato non appena ce ne venga la voglia. E ovviamente ci mancano le partite, il nostro stadio, i nostri compagni di tifo, le calciatrici da salutare.

Ma proprio in questo caso voglio venire fuori con una frase vecchia come il cucco e diventata vagamente cool negli ultimi anni; e se l'attesa del piacere fosse essa stessa il piacere?.
 Provate a considerare ogni giorno che passa non come l'ennesimo di paura e di libertà personale limitata, ma come un altro giorno che ci rende più vicini alla meta. Pensate con allegria a ogni nuova alba, alle giornate sempre più lunghe e sempre più calde, con il sole che potrebbe essere un nostro grande alleato, alla faccia del global warming. Ci saranno alberi pieni di frutti da raccogliere, ciliege, fragole e susine calde di sole, e grazie ai sacrifici di adesso noi saremo li a raccoglierle tutte insieme. Arriverà l'estate e già a giugno il caldo ci farà scappare al mare o in montagna, a intasare le strade per i weekend, ma stavolta non come un'abitudine sempre meno appagante, ma con la gioia di un pericolo scampato, con "Quegli occhi allegri da italiano in gita" che secondo Paolo Conte aveva Bartali. Lo dicevo adesso a mia moglie, quanti fine settimana abbiamo buttato, quante gite fuori porta non abbiamo fatto per pigrizia, adesso invece sogno un'Italia che assalti i parchi e le aree verdi con i panini, le melanzane alla parmigiana e un pallone, tutte quelle cose che facevo da bambino e che adesso vedo sempre meno e soprattutto io stesso non ho più fatto.
Sarà una bella stagione in ogni senso, ce ne godremo ogni secondo perchè ci ricorderemo di quella volta che abbiamo perso la nostra libertà, e poi torneremo pian piano alle abitudini di sempre, poichè tutto diventa ricordo purtroppo o per fortuna, ma ce ne vorrà ancora tanto di tempo per tornare quelli di sempre. Quindi proseguiamo questo forzato viaggio nelle tenebre con prudenza ma senza paura, in quanto la certezza è la luce, la nuova alba. Non pensate a quanti morti ci saranno ancora, non pensate ai danni all'economia, se non sanno quantificarli l'OMS o i maggiori economisti non sarà certo chi pensa di aver capito qualcosa leggendo qua e la il profeta da ascoltare, di sventure o ottimismo che sia.

Anche il blog purtroppo per adesso non sarà aggiornato con molta frequenza, poichè non avrò molto tempo da dedicargli; ho una divisa da indossare e onorare, non posso stare a casa perchè devo portare in ospedale  chi in casa non ci può proprio stare per nessun motivo, c'è chi ha da affrontare una dialisi, una chemio, una visita o una riabilitazione urgente, e il mio compito è di portarceli usando tutta la prudenza del caso, e vi garantisco che quando torno a casa non mi rimangono molte energie da dedicare al blog.

Ma nel frattempo sto preparando un progetto più ambizioso, articoli sulla storia della Fiorentina women's dal suo primo anno di vita, e per la prima volta ci saranno persone che mi aiuteranno, dalle calciatrici stesse (e ringrazio fin da ora quelle che già si sono rese disponibili) a Jacopo Uccelli del Viola club Go Women's con le sue indispensabili statistiche, senza le quali è impossibili ricostruire una storia.
 Quindi state connessi, questo blog tornerà a ruggire presto, e poi ovviamente ci saranno anche le partite da commentare, il calcio giocato che ci riunirà in un grande abbraccio collettivo al Bozzi ma non solo, in ogni stadio ci sarà un bellissimo casino, non vedo l'ora di rivedere anche gli amici di Monteboro, gli spalti del Santa Lucia....e un' Italia intera in festa.


martedì 10 marzo 2020

IDENTIKIT RANDOM 2 - FRANCESCA DURANTE, OVVERO CERCASI UN POSTO AL SOLE.

Si può essere delle veterane a soli 23 anni appena compiuti? Si, se ti chiami Francesca Durante e appena adolescente sei andata via di casa per rincorrere un sogno a forma di pallone, e soprattutto se hai fatto in tempo a far parte del vecchio Firenze di Andrea Guagni,una delle superstiti della vecchia società a vestire ancora la maglia viola insieme ad Alia Guagni, Greta Adami, Valery Vigilucci, Alice Tortelli e Martina Fusini, senza dimenticare Isotta Nocchi in prestito alla Florentia.

Una giovanissima Francesca al primo anno a Firenze (fonte; violaamoreefantasia.it)


Francesca Durante nasce a Genova il 12 febbraio del 1997, e nel capoluogo ligure si appassiona al calcio quando suo padre, tifoso blucerchiato, nel 2003 la porta a vedere un Sampdoria-Bologna. Viene iscritta a una scuola calcio denominata "Arcipelago" e vi milita fino ai suoi 14 anni, età massima consentita alle ragazze per giocare assieme ai maschietti.
Deve quindi cercarsi una squadra femminile, e il destino la avvicina alla Toscana già nel 2011, quando viene tesserata dalle giovanili della Sarzanese, con sede appunto nella cittadina di Sarzana, li dove finisce la Versilia e inizia il golfo dei poeti. In questa compagine gioca un anno nelle giovanili e nel 2012, appena quindicenne, fa il suo esordio da titolare in prima squadra, in serie A2 (l'attuale serie B) dove con le sue parate riesce a portare una squadra modesta ai play out e a evitarne la retrocessione.
In questo periodo si schiudono per lei anche le porte delle giovanili azzurre, con ben 19 presenze nell'under 17 che ne fanno una delle più brillanti giovani promesse del calcio Italiano, ma in nazionale maggiore fino ad oggi ha giocato solo il primo tempo di un'amichevole contro la Cina, schierata dal CT Antonio Cabrini. Anche se lo scorso autunno, prima dell'infortunio, era stata chiamata anche da Milena Bertolini, i pali della porta azzurra non li ha finora più difesi.

Francesca in azzurro (fonte; figc.it)

Ma un'altra società, la Scalese con sede a San Miniato, ha già messo gli occhi su questa ragazzona nata con le physique du role, viso dolcissimo su un corpo da corazziera, che con il suo metro e 81 supera di una testa la maggior parte delle sue compagne.
La Scalese le offre la serie A, ma come terzo portiere. Ciononostante riesce a giocare sei partite, ma la stagione della squadra è disastrosa, e chiuderà all'ultimo posto, brief encounter con la massima serie per una società meteora che si scioglierà nel 2016.
Ma se per Francesca si chiude una porta, sta per aprirsi un portone, quello della squadra toscana più importante della serie A femminile, il Firenze, al suo ultimo anno di attività prima di trasformarsi nella nostra Fiorentina women's.
Gli osservatori del Firenze, e ci scommetterei che c'è anche lo zampino del formidabile scopritore di talenti Sauro Fattori, la tesserano come vice della giapponese Miku Matsubayashi. Con il Firenze riuscirà a giocare tre partite, la squadra arriva quarta e poi come detto cede il titolo ai Della Valle.
Da questo momento inizia per Francesca un percorso travagliato, una lunga e complicata storia d'amore con una società che però non le garantisce mai il posto fisso, anni di rimandi, di infortuni, di precarietà. Una trentina di partite giocate in sei anni di viola, questo il modesto bottino di presenze.
Via la Matsubayashi, il primo anno a Firenze si alterna con Gaelle Thalmann a difendere la porta viola, e la squadra arriva terza. L'anno dopo la traballante situazione portieri (Addirittura 4 in rosa, con Francesca, Thalmann, Noemi Fedele e Reka Szoks) viene risolta e dal Verona arriva colei che tuttora è la numero 1 della Viola, Stephanie Ohrstrom. L'arrivo dell'esperta svedese porta Francesca a essere la sua vice, e almeno fino allo scorso campionato la leadership di Steph non viene messa in discussione. Francesca scalpita, quando viene chiamata in causa (Piuttosto spesso nella stagione 2018/2019, con 10 presenze e 6 clean sheet) risponde presente, i suoi numeri sono ottimi ma purtroppo difetta di personalità e sicurezza, negandosi quel quid necessario per un posto da titolare stabile e per non essere messa più in discussione, perchè Francesca è una portiere di altissimo livello, dotata come detto di un fisico eccezionale ma anche di riflessi felini, senso della posizione, tra i pali per quanto mi riguarda  è la più forte in assoluto della serie A, le ho visto compiere delle parate veramente stupefacenti. Poi certo, Ohstrom è più esperta, Rachele Baldi (che comunque il prossimo anno con ogni probabilità andrà all'estero, suggestione di mercato quasi sfumata) trasmette più sicurezza alla difesa, ma chi è meglio di Francesca come portiere pura? non la cambierei con una Laura Giuliani, mi si permetta di sbilanciarmi in tal senso.

Foto del 2017 con Francesca, Patriza Caccamo, Stephanie Ohrstrom e Alice Parisi (fonte; pagina facebook Fiorentina)


E proprio questa stagione, nella quale Cincotta la sceglie come portiere titolare, doveva essere quella della consacrazione; fin dalla prima contro l'Arsenal tra i pali si vede il numero 1 della sua maglia verde (Mentre la stagione precedente indossava un curioso numero 2) La gara è un disastro ma Francesca è una delle meno colpevoli, ma nella successiva a San Gimignano compie un paio di miracoli nel primo tempo che letteralmente blindano il doppio vantaggio di Paloma, e se nel secondo tempo la Sangi passa due volte anche in quei casi non poteva fare molto. Nella seconda di campionato la Serturini la punisce con quel fortunoso bolide (credetemi, non le ricapiterà più un gol della domenica simile all'attaccante giallorossa, discreta ma non di più) in una partita incredibilente iellata per tutte, e forse l'unica incertezza la compie contro il Tavagnacco, quando va troppo molle sulla conclusione di Kongouli che dimezza lo svantaggio delle friulane, in una partita comunque vinta 2-1 dalle nostre.
Poi, in pratica, con la convocazione in nazionale la stagione di Francesca termina malinconicamente già ad ottobre, per un grosso problema alla spalla che la porta a operarsi e stare fuori per dei mesi, e ancora il rientro non appare vicinissimo, forse la vedremo dal 18 aprile, quando (si spera) ricomincerà il campionato femminile, per un tour de force che ci ripagherà di sofferenze anche calcistiche. Per lei come detto poteva essere il momento giusto per spiccare il volo definitivamente, e invece è stato l'anno di Rachele Baldi, che veniva a sua volta da una stagione sofferta alla Florentia, tappata da Chiara Marchitelli; sono i giri strani del destino, che per Francesca però è sempre stato ed è tuttora in salita.

Una determinata Francesca in allenamento (fonte; tuttomercatoweb.it)

La cosa che mi dispiace è che per qualche addetto ai lavori il ritorno di Stephanie a discapito della giovane ligure sia stato visto come un "sollievo" questo per un errore che purtroppo parecchi tifosi non vogliono dimenticare, quello della sfortunata trasferta a Torino, con quell'uscita a vuoto che coglie impreparata anche la sua difesa,e Pedersen che punisce. Lo so, fu un brutto errore, ma non si può minare la credibilità di un portiere per una papera alla fine di una partita impeccabile, dobbiamo dimenticare tutti, Francesca ha bisogno di noi, del nostro affetto e della nostra fiducia, sta cercando la sua consacrazione e la prossima stagione sarà per lei quella dell'ultima occasione, dove o si consacra a grande portiere o si condanna a eterna promessa di un calcio che adesso non aspetta più di tanto nemmeno nel femminile. A giugno ci saranno scelte dolorose in questo ruolo, non si possono tenere contemporaneamente lei, Ohrstrom e Perez, e con questa situazione incerta non è nemmeno scontato che Francesca rimanga in viola, chissà che non vada a cercare di crescere in qualche squadra di seconda fascia che però le garantirebbe un posto da titolare, ma personalmente non voglio perdere Francesca e il suo grande talento, fino a che avrà il giglio sul cuore voglio che splenda per noi, per la simpatia che ho per lei e per la sua avventura umana, per la casa de Zena lasciata da ragazzina, per tutti i sacrifici che ha sostenuto e per quella maledetta sfiga che non l'ha mai lasciata tranquilla. Guarisci Francesca, torna e cerca l'occhio della tigre, e finisci di prenderti quello che è tuo.

INCONTRO CON SARA COLZI, E L'IMPORTANZA DELL'OPEN DAY DEL PONTEDERA CALCIO FEMMINILE.

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