lunedì 10 febbraio 2020

EMPOLI LADIES - JUVENTUS, UN GIORNO GRIGIO A MONTELUPO.

E' una domenica plumbea al Castellani. Non quello di Empoli che tutti conosciamo, ma lo stadio del Montelupo calcio, anch'esso intitolato al celebre calciatore antifascista morto nel campo di concentramento di Mauthausen.
Montelupo è sempre campagna, Firenze sembra alle porte ma è ancora lontana, ci sono ancora le signe da attraversare, e qui il tifo si tinge ancora di azzurro cielo.
Lo stadio ha una sola tribuna ampia, spaziosa e ben coperta, il panorama intorno è delizioso, devono pensarlo anche le calciatrici Juventine, che appena arrivate si guardano intorno incuriosite.


In quel di Montelupo


Le ragazze dell'Empoli sono concentrate, si riscaldano con passo scattante e battagliero, ma dall'amico Andrea apprendo di due assenze nelle file azzurre molto importanti, forse determinanti; la partita contro la Roma ha purtroppo lasciato strascichi pesanti, e sia Rachele Baldi che Marta Varriale non possono essere in campo per problemi fisici. Ora, io ho sempre sostenuto che i successi dell'Empoli sono dipesi soprattutto da un gran gruppo estremamente coeso, ma il punto fermo della squadra è quel meraviglioso triangolo delle Bermude difensivo dove le attaccanti avversarie spesso scompaiono, quello formato da Baldi in porta e Varriale e Giatras in difesa; senza due vertici del suddetto triangolo la difesa non potrà rispondere come sempre, nonostante le sostitute ce la mettano tutta il talento e gli automatismi sono sono fattori sostituibili in una partita sola, e l'Empoli non è la Juventus che ha una panchina di valore quasi come la formazione titolare.


l'11 di giornata (fonte; pagina facebook empoli ladies)

Quindi Empoli in porta con Alice Lugli, che certo non è la Baldi ma è comunque una buona portiere che nelle partite in cui Rachele è stata assente l'ha sostituita più che degnamente, e difesa composta dalla già nominata Giatras in coppia con Emily Garnier, poi De Rita e la capitana Lucia di Guglielmo sulle fasce.

La fiera tribuna empolese

Questa la difesa, dettata dall'emergenza, ma dal centrocampo in su il discorso cambia; Pistolesi, che conosce come nessun altro il calcio femminile, ha fatto capire senza giri di parole che la Juve sui 180 minuti è troppo forte, quindi oltre a schierare le titolari Simonetti, Cinotti e Acuti decide di concedere un prestigioso palcoscenico a seconde linee come De Vecchis, Cotrer e Morucci che vanno a sostituire elementi per me imprescindibili come Cecilia Prugna, Francesca Papaleo e Jenni Hjolman.
Quindi in pratica l'Empoli ladies si è presentata al cospetto della squadra più forte d'Italia (Che faceva anch'essa  turn over ma capirai con "riserve" come Bacic, Zamanian e Staskova quanto perderanno di qualità nella manovra..) con sei riserve. Ora, non ho le competenze per giudicare l'operato di un tecnico che stimo e ammiro, e poi il giorno dopo sono tutti bravi a criticare col senno di poi, ma da tifoso delle azzurre credo di avere il diritto di dire che forse questa precisa partita era da giocarsela con più titolari, poi si, il ritorno non avrebbe lasciato scampo, ma una possibile bella figura in terra amica le ragazze se la meritavano, anche per il morale. Perchè il risultato che è maturato da questo confronto impari è un tennistico 6-0 senza attenuanti, un tracollo verticale che non appartiene alla storia recente di questa formazione, che a parte la gara d'andata con la Roma ha sempre perso con onore e a testa alta, non come una Orobica qualsiasi.

Ho già considerato tutte le attenuanti, e aggiungo che il risultato di 0-3 dopo i primi 45 minuti è ingiusto, perchè le ragazze, subito a freddo il primo goal di Staskova che tocca a porta vuota dopo una bella respinta di Lugli su Bonansea, hanno cercato con le unghie coi denti di tenere botta per tutto il primo tempo, con Giatras che in alcune occasioni ha giganteggiato nella sua area di rigore (che potenza e che forza questa ragazza, da lasciare sbalorditi) e con Norma Cinotti che, in una partita davvero monumentale da 8 in pagella, ha letteralmente fatto centrocampo da sola, una giocatrice veramente di alto livello, fisicamente dotata, che funziona egregiamente sia in fase d'interdizione che di impostazione, e che un paio di volte si è anche lanciata da sola alla ricerca del goal. Un altro bel talento alla corte di Pistolesi, un nome che le big del campionato farebbero bene a segnarsi sul taccuino (magari su un taccuino viola...)

Applaudissimo anticipo di Norma Cinotti alla Bonansea (fonte; pagina facebook empoli ladies)


Ma lo strapotere delle bianconere è come un pugile che ti sfinisce a suon di jab e con mille colpetti ben assestati ti riduce gli occhi a fessure, e quasi alla fine della prima frazione di gioco, dopo una grande parata su punizione dell'indiavolata Annahita Zamanian, Lugli sbaglia e rinvia troppo corto, la Juve prende palla e la consegna a Staskova, Alice la contrasta al meglio ma la bianconera la salta e poi insacca a porta sguarnita. Per le ragazze è la vera mazzata mortale, non riescono nemmeno a tenere duro fino al riposo, e Sara Gama, non proprio la regina delle goleador, le punisce di testa dopo un cross in area di Barbara Bonansea.

Anche sugli spalti il solito splendido pubblico empolese stavolta accusa il colpo (e io con loro) incita le ragazze con passione ma senza quel fuoco sacro degli incontri incerti, abbiamo tutti capito che da ora in poi potranno giocare solo per buscarne il meno possibile, grandi manovre in attacco non ce ne erano state nemmeno prima ma adesso è tutto andato a rotoli, la poesia del calcio finisce e diventa paura, ansia da passivo, catena di montaggio difensiva senza divertimenti e geometrie.
Nella seconda frazione infatti  la Juve prosegue l'impari gioco del gatto col topo, Lugli in un paio di occasioni ricorda a tutti di essere li con pieno merito, ma anche lei ha perso sicurezza nelle uscite e nei rinvii, gli errori pesano e ai portieri, come sempre, pesano di più.
Dopo qualche minuto Staskova, su un bel suggerimento di Bonansea, segna la quarta rete, e anche il pubblico bianconero, più numeroso di quello azzurro pur essendo in trasferta, comincia a limitare le esultanze e i cori,  dispiace per noi sostenitori delle azzurre vederle capitolare sotto i colpi impietosi delle Juventine, ma una squadra deve pur giocare senza guardare troppo in faccia a nessuno, e dopo tanti anni di sport visto e vissuto non so se sia più umiliante per gli sconfitti essere sotterrati di reti oppure dare loro la sensazione di essersi fermati "per pietà".

Dopo la rete di Staskova (per lei tripletta) segna poi anche Zamanian, un goal di rara rabbia e potenza che trafigge Lugli sul suo palo, e infine anche Sembrant si unisce alla festa del goal a senso unico.

Pistolesi manda in campo Anghileri,Hjolman e Paola Boglioni, per lei comparsata contro la società che detiene il suo cartellino, ma l'inerzia non può cambiare, persino Simonetti non riesce a mandare lampi della sua classe cristallina, è proprio una giornataccia per le ragazze, che dopo la liberazione del fischio finale riescono comunque a trovare le energie per venire a salutare i tifosi alla loro tribuna che, essendo distante dal campo, non permette alle calciatrici di farsi consolare in quei meravigliosi  abbracci di madri, di padri, di sorelle e di amiche che tanto mi hanno commosso a Monteboro.

La cosa positiva è che il grande giro di schiaffi di inizio 2020, con cinque partite proibitive di fila (con un successo esterno e due onorevolissime sconfitte di misura, ruolino davvero non da buttare via) ora è terminato, i prossimi avversari si chiamano Orobica e Tavagnacco, squadre che queste ragazze, se scendono in campo al meglio, possono papparsi in un boccone come all'andata, chiudendo già a fine febbraio, prima della lunga sosta marzolina, il discorso salvezza. Per cui spero che le azzurre dimentichino da subito questa giornata grigia e pensino con serenità al campionato, non perdete assolutamente fiducia in voi, e soprattutto non abbiate paura di vincere contro avversarie inferiori, non fatevi prendere dal complesso della favorita, che può giocare brutti scherzi, ma il vostro eccezionale tecnico saprà sicuramente rassicurarvi. Siate serene, siate divertenti, siate l'Empoli ladies, e le nuvole di ieri lasceranno subito il posto al sole, e a un bel cielo...azzurro, ovviamente.

domenica 9 febbraio 2020

MILAN - FIORENTINA WOMEN'S 1-2

MILAN: Korenciova, Bergamaschi, Vitale, Hovland, Tucceri, Conc, Jane, Mauri, Longo, Rinaldi e Giacinti.

FIORENTINA WOMEN'S: Ohrstom, Guagni, Tortelli, Agard, Vigilucci, Cordia, Adami(65' Parisi), Breitner, Bonetti, De Vanna (56' Lazaro), Thogersen (73' Mascarello).

Janelle, con te la viola l'è più belle (fonte; pagina facebook fiorentina women's)


Ci sono quelle giornate che potrebbero diventare rimpianti, quelle giornate che sbagli sbagli sbagli e poi paghi il caro prezzo della beffa, oppure ce ne sono delle altre in cui una squadra merita talmente tanto la vittoria che questa deve arrivare per forza, il dio del calcio è antipatico, anche crudele, ma mai del tutto spietato con chi merita di vincere.

No perchè se dopo una partita così bella e di tale intensità (e beati gli amici Jacopo, Valeria, Piero e altri del Viola club Go women's che hanno potuto godersela dal vivo) la nostra Viola non avese vinto c'era veramente di che gridare vendetta al cielo, e la vittoria di misura ci sta pure stretta.
Cincotta mette in campo una Fiorentina solo apparentemente prudente, con la mia adorata coppia centrale Tortelli - Agard, Cordia e il Jolly Vigilucci sulle fasce, centrocampo blindato con Breitner e Adami (ma senza Parisi dall'inizio) Alia in un ruolo quasi alla Mertens così come Thogersen, con Bonetti e De Vanna punte centrali. In pratica un 4-2-4 mascherato da 4-4-2, che si impone subito con una superiorità schiacciante che annichilisce le ragazze di Ganz.

Si, perchè il primo tempo il Milan, a parte un'occasione colossale non sfruttata da Miriam Longo dopo un'uscita a vuoto di Orhstrom e un destro pericolo di Conc dopo che sempre Stephanie era stata miracolosa in uscita su Giacinti (in giornata grigetta assai) ha guardato le nostre creare occasioni su occasioni, ma Lisa de Vanna, a dire il vero in involuzione da un paio di partite, ha fatto veramente di tutto per far disperare il povero tifoso viola; "fame di goal", cara Lisa, in italiano vuol dire realizzarli, non mangiarseli a crudo.

Vabbè, Korenciova ieri era in stato di grazia come noi mai, ma fallire due occasioni gargantuesche e poi soprattutto farsi trovare sempre eternamente in fuorigioco denota una reiterata supponenza, con le compagne che dovevano chiamarla anche per servirle un fallo laterale.

A dire il vero anche Tatiana non sembra essere in grande giornata, forse mandata anche in tilt  dagli errori di posizione di De Vanna, ma si profila per lei una terza prova opaca consecutiva. E invece...
Ma comunque, pur con una delle attaccanti che  praticamente ci giocava contro, la Fiorentina domina, Bergamaschi (per me mal utilizzata da Ganz, la capisce molto meglio la Bertolini) ce la mette tutta per contrastare Alia e sulle prime ci riesce ma purtroppo per lei fisicamente è la metà della nostra cap, che al minuto 43 si fuma il Brianteo lasciando una scia di terra bruciata ed esplode un sinistro sul quale Korenciova deve letteralmente superare se stessa.

Finisce il primo tempo sullo 0-0, e non so che santo ci sia a Monza ma le rossonere senz'altro lo hanno ringraziato.

Parisi in azione (fonte; pagina facebook fiorentina women's)

Il secondo tempo invece ha visto le diavolesse entrare in campo con un piglio decisamente diverso, portando palla in avanti e creando occasioni sulle quali Orhstrom e la difesa vigilano attente (spettacolare il salvataggio di Cordia sulla linea e poi il paratone di Stephanie su Giacinti) ma il pericolo incombe minaccioso, e chi vi avevo detto nel post precedente che sarebbe stata la più pericolosa? proprio lei, Deborah Salvatori Rinaldi, il tesoro dilapidato di casa nostra, che per motivi che ignoro non deve essersi lasciata benissimo con la Viola, e infatti non appena trova le nostre inizia a giocare sempre al meglio delle sue possibilità; Agard la marca stretta, le impedisce una spettacolare rovesciata nel primo tempo, ma prima o poi una come lei scappa, e infatti lascia col cerino in mano la nostra retroguardia e va a colpire di testa in totale solitudine il bel cross di Claudia Mauri mettendola dove Stephanie non può nemmeno pensare di arrivare. Un cobra letale, colei che non lascia scampo, il mio più grande spauracchio calcistico ci ha segnato, Milan in vantaggio totalmente immeritato e scoramento totale.
Ma mi sono ricordato di una cosa; che quando segna Deborah poi alle nostre salta la mosca al naso. E infatti alle ragazze bastano due minuti per riordinare le idee, cinque per pareggiare e sette per metterle sotto.
Il pareggio chi lo segna? proprio il capitano, quella che più meritava il goal nel primo tempo si riprende ciò che era suo di diritto, intervenendo alla grande su un lungo cross di Cordia dolce come un nutella biscuit, che Alia segue come un ragazzo segue un aquilone, e con un tocco vellutato di prima lo adagia alle spalle di Korenciova, con la palla che va a baciare l'angolo di destra.

festeggiamenti (fonte; pagina facebook Tatiana Bonetti)

Le "Ganze" rossonere non hanno nemmeno il tempo di riordinare le idee, che Parisi mette in area un angolo che Korenciova allontana come può, ma la palla capita sui piedi beatificati di Tatiana Bonetti che stoppa con eleganza e poi lascia partire un siluro che manda i manutentori del Brianteo direttamente a comprare una rete nuova, visto che l'angolo superiore di sinistra sarà stato sicuramente devastato dalla bomba incendiaria della nostra Messi gigliata. Golasso che se ci fosse stato un telecronista brasiliano avrebbe prodotto un "oooooo" più lungo degli acuti finali di Baglioni, rete eccezionale, da cineteca, da vedere e rivedere, e soprattutto secondo goal in trasferta che vale tanto oro quanto pesa, e Milan sotto come è giusto che sia.

Tutta la classe, il talento e la coordinazione della nostra numero 10 (fonte; pagina facebook Tatiana Bonetti)

Le rossonere, dopo questo 1-2 micidiale, in pratica smettono di esistere, e si preoccupano soprattutto di non prendere il terzo, e la Masca ci va davvero vicino nel finale. Nei minuti di recupero il Milan prova a creare sfruttandola fresca Begic, ma Orhstrom e Parisi congelano palloni come funghi per natale, e non hanno tempo e modo di rifarsi.
Fischio finale, trionfo viola, le ragazze hanno battuto anche una grande e pure a domicilio, fatto capire che sono più forti, che abbiamo il nostro destino nelle mani. Ma c'è il ritorno, quinidi mai credere di essere già in semifinale, questo Milan ha carattere, ha orgoglio e ahimè pure la Rinaldi.
Ma grazie ragazze, grazie per questa vittoria immensa, primo tassello di un febbraio che continuando così potrebbe essere da incorniciare.


IL PAGELLONE DI OMARONE

ORHSTROM 7; una uscita a vuoto che poteva risultare fatale ma poi sempre attenta, due paratone, incolpevole sul goal; Stephanie è sempre la nostra portierona, le vogliamo bene assaje. 

CORDIA 7,5; il primo tempo spinge come una forsennata, poi salva un goal fatto sulla linea e pennella il cross divino per il pareggio di Alia; direi che il suo lo ha fatto e bene.

AGARD 7; le tocca di annullare la Rinaldi e le sta appiccicata come un francobollo alla busta, credo che anche durante l'intervallo l'abbia seguita nello spogliatoio rossonero. Una volta che se la perde avviene il fattaccio, ma comunque per il resto è impeccabile.

TORTELLI 7; Giacinti chi? con la Torte non si passa, solito muro solido anche lei, che però si fa fregare in occasione del goal.

VIGILUCCI 7; la ragazza di Volterra mi piace perchè dove la metti sta, ha un'adattabilità alle situazioni quasi Keatoniana, un giorno centrale, un giorno ala, oggi terzina, che problema c'è? e gioca pure bene.

ADAMI 6; fare fa, ma la si vede poco in fase di manovra. Lavoro oscuro, forse troppo (PARISI 7; classe, geometrie, cross precisi, e con lei la viola segna due goal. La nostra Alice è un simbolo del talento italiano)

BREITNER 7; il duello col folto centrocampo rossonero è intenso, Conc e Zigic sono brutte clienti, ma intimorire una incontrista come la nostra tedesca è come sperare in una esibizione sobria di Morgan.

ALIA 8; anche lei si trova bene dove la collochi, basta che sia sulla fascia, meglio con licenza di segnare come oggi; una grande conclusione sventata da un miracolo portieristico, un grande goal da opportunista (il secondo in questa stagione al Milan, sempre con tocco di prima delizioso)e tanto strapotere fisico; what else?

THOGERSEN 6- ; correre corre eh, ci mancherebbe, porta avanti palloni con l'intensità di un corriere Amazon,ma poi? conclusioni pericolosità sotto porta, non credo sia troppo da chiedere a un attaccante. (MASCARELLO s.v. Sfiora un goal che sarebbe stato un capolavoro, ma combina troppo poco per un giudizio obiettivo)

DE VANNA 4,5 ; si, l'impegno c'è, ma ieri Lisa sembrava essere tornata quella delle peggiori partite di inizio stagione, il corpo estraneo che mina l'ingranaggio, oggi senza nemmeno convincere nelle esibizioni da solista. Succede, ci mancherebbe, ma per l'amor del cielo inverti la rotta subito.
(PALOMA 6,5; subentra finalmente a De Vanna e guarda un po'? si gira meglio. Ha il tempo di fare poco, ma perlomeno è un elemento vivo e attivo della manovra viola)

BONETTI 8; primo tempo da 5,5 , stavo per scrivere che dopo due prove grigie anche oggi non bene, tre indizi fanno una prova, Tatiana inverti la rotta etc, ma poi mi fa un goal capolavoro e io pazzo di gioia con portatile in mano praticamente le faccio una dichiarazione d'amore eterno con tanto di baci allo schermo. I grandi attaccanti sono questi, li vedi quando c'è da vederli, e dopo un goal così si può solo inchinarsi a tanta grandezza. Ah,signora Bertolini, il mese prossimo c'è l'Algarve cup, così per dire...

venerdì 7 febbraio 2020

VERSO MILAN - FIORENTINA...1 DI 3




Da domani, sabato 8 febbraio, inizia una trilogia che promette emozioni, ma non al cinema, sui campi di calcio della serie A femminile. Si affrontano infatti per l'andata dei quarti di coppa italia le nostre ragazze viola e quelle del Milan, per una replica in campionato il 22, per finire poi al Bozzi per il ritorno di coppa del 26. Un incrocio di destini tra due squadre che viaggiano su binari paralleli e alla stessa velocità; stessi punti in campionato, un pareggio nello scontro diretto, con il Milan che ha perso punti con le toscane ma ne ha fatti 6 su 6 contro la Roma, la nostra bestia nera della sfortuna, visto che le ragazze hanno ottenuto un solo punto in due partite dominando entrambe le gare.

Ma il campionato è ancora lontano, perchè la coppa Italia è un obiettivo importantissimo, per queste due squadre forse rappresenta il trofeo più alla portata e per arrivare in finale (quasi sicuramente contro la Juve, che dovrà affrontare due delle tre "middle class" della serie A, ma Empoli, Sassuolo e Florentia pur essendo ottime squadre non sembrano onestamente in grado di ostacolare il cammino delle bianconere) dovrà passare anche dal doppio scontro contro la Roma, impegnata in un agevole quarto contro il San Marino Academy.

Ma come ci arrivano, gigliate e diavolesse, a questo appuntamento? in uno stato di forma ottimale, che rende il triplice confronto ravvicinato probabilmente la cosa più eccitante di questa stagione.
Le nostre hanno un gruppo fortissimo che sono una gioia per gli occhi anche in allenamento, con una Lana Clelland, vero acquisto di gennaio della viola, ormai pronta a gareggiare, anzi a guerreggiare insieme alle compagne,anche se per domani non è stata convocata.

Il Milan di Ganz dopo la sconfitta interna per mano dell'Empoli ladies ha avuto una brillante sequenza di risultati, ma tra le quattro favorite è quella più fragile, imprevedibile, capace di schiantare la Roma segnando tre reti in un quarto d'ora ma vittoriosa in extremis contro la squadra materasso Orobica (a proposito, mi sbagliavo a credere in una loro ripresa, dopo i timidi passi avanti con Tavagnacco e Milan è arrivato il cappotto made in Sassuolo, bergamasche allo sbando) che vince di misura ma sempre andando sotto, sembra quasi che per svegliarsi debba beccare una scoppola o due ogni volta. Persino tre goal dalla Pink Bari è stata capace di prendere, sembra una squadra Brasiliana, che subisce molto ma cerca di fare sempre un goal in più dell'avversario, ma con le squadre degne di questo nome il gioco allegro è assai rischioso.

La Fiorentina invece dopo la sconfitta a Vercelli di fine novembre è sempre stata devastante, partite vinte bene e soprattutto chiuse senza affanni, una serie di capolavori con l'unico mezzo passo falso di Roma, e una psicopartita col Tavagnacco che non fa testo. Un fattore a nostro sfavore è il fatto di non giocare tra le mura amiche dallo scorso 20 gennaio, e non ci rigiocheremo fino al 15 contro le neroverdi emiliane, tre trasferte consecutive sono troppe, il labaro viola ha bisogno di garrire al vento amico, perchè al Bozzi le ragazze sono praticamente inarrestabili. Quindi mi auguro che al Brianteo di Monza la Fiorentina riesca almeno in un pareggio con reti, perchè a Firenze poi le ragazze possano imporre il loro strapotere.
Tra le convocate figurano anche le nostre giovani Corazzi e Ripamonti, ma non vedo quella di domani una partita nella quale Cincotta possa concedere molto spazio alle seconde linee, spero che il nostro mister non faccia assolutamente turnover, questa partita vale quanto e più una di campionato, e ha bisogno delle titolarissime, sempre che stiano bene.

L'unica suggestione della vigilia alla fine riguarda la scelta del portiere; tra i pali ci sarà ancora l'affidabilissima e attualmente in stato di grazia Stephanie Orhstrom oppure prevarrà la scommessa del portiere di coppa, come hanno fatto Florentia e Sassuolo nel quarto giocato oggi finito 2-1 per le cuginette? (tra l'altro con attimi di paura per la portiere della Sangi Tampieri, colpita alla testa da una ginocchiata involontaria e uscita in barella, attualmente è sotto osservazione all'ospedale di Siena ma è vigile e cosciente, come prontamente ha fatto sapere la società; da questo blog i migliori auguri di pronta guarigione a Amanda "Serranda" Tampieri) in questo caso, in porta farebbe il suo esordio Catalina Perez Jaramillo, ormai in viola da una ventina di giorni e a tutt'oggi oggetto avvolto nel più fitto mistero. Ma sarà la partita giusta per rischiarla? Nel dubbio meglio affidarsi ancora a Stephanie, ma il mondo è dei coraggiosi, e il nostro mister non è certo affetto dal complesso dell'11 fisso.

E non può che crescere, ora dopo ora, l'attesa per l'inizio di questo vero e proprio percorso infernale. Se a Milano le ragazze tengono botta, se riescono ad arginare le incursioni di vecchi problemi come Giacinti e Bergamaschi e nuove rivelazioni come Thorvaldsdottir e Begic (anche se mi fa più paura un piede della Rinaldi in forma di loro due messe insieme) e soprattutto riescono a bucare la non irreprensibile retroguardia rossonera, le nostre poi possono guardare già con fiducia alla semifinale. Perchè mi piacerebbe tanto, ma proprio tanto, rendere alla Roma la pariglia, certo l'avversaria da battere è sempre la Juve, ma almeno ci ha battuto con merito, la Roma no, ha avuto solo fortuna, e questa fortuna la rivorrei indietro con gli interessi in coppa, perchè questa Fiorentina è sempre la più forte, è sempre la sola anti juve, e in una partita secca anche le bianconere avranno di che tremare.

mercoledì 5 febbraio 2020

IL MALINCONICO EPILOGO DI TAVAGNACCO - FIORENTINA



Due post fa spiegavo nei dettagli tutta la grottesca disavventura della "godotiana" ambulanza in quel di Tavagnacco, sottolineando il fatto dei gravissimi rischi che per quasi tutta la partita le calciatrici hanno seriamente corso, giocando senza alcuna assistenza medica.
Dopo giorni di silenzio, senza comunicati ufficiali o post di scuse di sorta da parte della società friulana, che veramente era il minimo che, al netto dell'accertamento di tutte le responsabilità, mi aspettavo da loro, scuse alle calciatrici nostre e loro,e scusa a tutti coloro che tra andata e ritorno si sono sciroppati più di 800 chilometri per assistere a questa triste pagina di calcio femminile, ripiombato di colpo in pieno medievo.
Oggi, mercoledi 5 febbraio, sono state rese note le decisioni del giudice sportivo, che da un verso ha avuto la mano pesante, forse troppo, e dall'altro ci lascia all'oscuro dei veri responsabili di tutta la faccenda. Responsabili che potevano diventare colpevoli, perchè a Tavagnacco di fatto non è successo niente ma in teoria poteva succedere di tutto, anche la morte di una giocatrice per arresto cardiaco, cosa molto improbabile e rarissima ma non certo impossibile, casi Puerta e Morosini come esempi più noti e recenti. E in quel caso chi pagava?
Dunque, le colpe ricadranno tutte sulla società Tavagnacco, ma non è detto che siano solo di essa, perchè ce ne potrebbero essere anche dell'associazione deputata a fornire il mezzo di soccorso, ma si sa, la colpa morì fanciulla, in italia poi addirittura in fasce.
Ad alimentare equivoci e disservizi (pur non essendo certo un alibi) concorre senz'altro il ballerino e precario calendario della serie A, bisogna ricordare infatti che tutte le partite fino a pochi giorni prima degli eventi sono tutte previste il sabato alle 14 e 30 (E come a suffragare l'ipotesi di mancata comunicazione di cambio di orario il mezzo è arrivato allo stadio intorno alle 14 e 10) ma come sappiamo sono solo orari e giorni provvisori, poi di solito circa una settimana prima si sa di preciso a che ora e in che giorno si giochi, si lo so è tutto un gran casino, ma evidentemente le ragazze e i loro tifosi è giusto che vivano nell'incertezza, ormai è così da inizio torneo e le società devono regolarsi di conseguenza.
Il problema, con questo modus operandi, è che sbagliare è un attimo, basta dimenticarsi di avvertire,o una mail non letta, o un operatore che tralasci di comunicare la variazione, e il patatrac è servito. Comunque sono disguidi deplorevoli ed evitabilissimi ma che a limite possono starci, basta non far iniziare la partita e nessuno rischia di farsi male; si cerca di provvedere al disguido, si aspetta lo svilupparsi degli eventi, poi se entro il tempo limite di 30-45 minuti non si risolve il problema la partita può essere di fatto sospesa, vittoria a tavolino per gli ospiti e colossale figuraccia coi tifosi in trasferta, ma tutto finirebbe senza rischi effettivi. Invece la cosa gravissima è stata, sia da parte della società ma soprattutto dell'arbitro, il  non accertarsi che il mezzo fosse a bordo campo e operativo. E si, qualcuno potrebbe dire che nemmeno ai viola è venuto in mente di controllare il "dettaglio" ma in questo caso è pura dietrologia, a Firenze è giusto che tocchi alla Fiorentina accertarsi della presenza dell'assistenza, a Tavagnacco stava ai friulani.
Non si può, non si deve in nessun caso far iniziare una manifestazione, dalla serie A ai tornei provinciali, senza ambulanza e personale di soccorso a bordo campo. Questa è pura negligenza da parte di un direttore di gara non all'altezza della situazione che molto probabilmente verrà sanzionato a sua volta, ma in questi casi ci dovrebbe essere sempre qualcuno che controlla il controllore, altrimenti l'errore è fatalmente dietro l'angolo. Dopo questo precedente ora sicuramente gli arbitri verranno catechizzati a dovere dalla Figc, ma perchè bisogna sempre che ci sia un precedente?
Comunque, alla fine della mesta fiera, il giudice ha deciso così;
-Vittoria a tavolino per 3-0 della Fiorentina, quindi un tristissimo centesimo successo in A per la viola, con aggiunta la beffa che il precedente risultato di 0-1 non verrà omologato e lo splendido eurogoal di Paloma Lazaro diventerà una rete sostanzialmente inutile ai fini del tabellino marcatori, così come la strenua difesa del vantaggio ad altissimo rischio infortuni (visto che le giocatrici avevano i muscoli freddi dopo un'ora nello spogliatoio senza il permesso di riscaldarsi) una battaglia combattuta dalle nostre ragazze per niente.
-Multa di 5000 euro al Tavagnacco, che ci può stare, anche se è una cifra molto alta per una società dilettantistica che non credo navighi nell'oro.
-E inoltre, proprio per scontentare tutti, anche un punto di penalizzazione alle friulane. Ecco, qui proprio non sono d'accordo, e lo dico a gran voce. So che il regolamento può prevedere penalità in classifica dopo le sconfitte assegnate a tavolino, ma non mi pareva proprio il caso di applicarlo, perchè le ragazze di Lugnan sono state vittime della situazione quanto le nostre, sono state esposte agli stessi rischi, e siccome è una squadra che lotta con le unghie e coi denti per strappare un punto a una classifica avara non è giusto che il loro lavoro ne vada a risentire. Tra le squadre del gruppetto a rischio retrocessione (Verona, Bari, Tavagnacco e la già spacciata Orobica) un punto è un tesoretto enorme, che può di fatto decidere la stagione, e se questa è la regola beh, è una  regola sbagliata, e ho il diritto di dirlo. Questa è una punizione alle atlete che non ha alcun senso, come quando la classe o la camerata va tutta in punizione per gli errori di un singolo, lo trovo un sistema decisamente iniquo di fare giustizia.
Per cui massima disistima per i responsabili del pasticciaccio brutto in terra friulana, ma tutta la mia solidarietà alle ragazze e al loro allenatore, che non meritavano di pagare in nessun modo.
E ora finalmente pensiamo al calcio giocato e alle nostre ragazze, che ho troppa voglia di rivederle in campo in una partita vera. Ah, per Paloma; il tuo goal la Figc lo avrà cancellato dai tabellini, ma non lo cancelleranno mai dai cuori dei tuoi tifosi.

lunedì 3 febbraio 2020

EMPOLI - ROMA, OVVERO LA BATTAGLIA DI MONTEBORO.




Seguire il calcio femminile è un piacere, per chi abita in Toscana ancora di più, visto che abbiamo ben tre squadre in serie A. E anche se il mio cuore è viola, quando la mia squadra è lontana o ha già giocato ne concedo volentieri un pezzo a due formazioni che, campanilismo a parte (sentimento che non mi appartiene, magari perchè sono nato e cresciuto in aperta campagna e non in un paese/rione da difendere) sono due bellissime realtà da seguire.
Della Sangi ho già parlato, è un piccolo miracolo di ambiente, di stile, un modo alternativo di vivere il calcio. L'Empoli ladies invece è espressione di una terra dove il calcio si respira e si onora da molti anni, e dove il settore femminile è già realtà da decenni, grazie a un grande uomo di calcio e di sport che risponde al nome di Alessandro Pistolesi, al quale oggi ho avuto l'onore di stringere la mano.
Questo lavoro ha portato a una società che è da ammirare per la cura nel coltivare i suoi talenti, per la gestione oculata della rosa, e soprattutto per ottenere i risultati lavorando con un profilo basso, in un work in progress che porta lo spettatore a capacitarsi della costante crescita delle calciatrici, con prestazioni sempre convincenti contro squadre più attrezzate e blasonate, dalle quali non si lascia mai travolgere, riuscendo sempre a giocarsela fino alla fine, e qualche volta, vedi Milan, anche a vincere contro ogni pronostico.
Arrivo a Monteboro da solo, ma non ci sono problemi, la giornata da grigia si è fatta bella, vedo la Roma arrivare, fuoriclasse come Elisa Bartoli, Manuela Giugliano e Andressa Alves a un metro da me, e le ragazze Empolesi dove di fuoriclasse acclarate ce n'è già una in porta e un altro paio sono sulla buona strada per esserlo.
A un certo punto, un simpatico signore con la bandiera empolese mi riconosce dalla foto del mio profilo facebook, evidentemente imperverso sui social a tema più di quanto credessi. Ci presentiamo e in pochi istanti Andrea mi arruola nella loro curva, lui lo sa che sono tifoso della Fiorentina, ma sa anche che voglio bene alle azzurre e che le tifo molto volentieri, una cosa non esclude l'altra come tanti credono.


Due immagini della bella tribuna empolese

Non mi pare vero di andare con loro, una bella realtà composta da appassionati di lungo corso e molti madri e padri di calciatrici, un tifo caloroso, verace, ma mai cattivo verso le avversarie, che è il tifo come dovrebbe essere, non siamo a un torneo di bridge. E forse a molti milionari del maschile il tifo non farà ne caldo ne freddo, ma per queste ragazze credo che la vicinanza dei tifosi sia importantissima "le ragazze han bisogno di noi" in questo caso è verità.
Inizia la partita, la Roma comincia subito a cercare la rete, ma le ragazze sono disposte in campo splendidamente e nella prima mezz'ora passa poco o niente, tanto quel poco lo prende Rachele Baldi, una sicurezza, palla messa in banca ogni volta.
La migliore tra le giocatrici di movimento empolesi in questa partita è senz'altro Flaminia Simonetti, piede fatato e visione di gioco ampissima, forse la ragazza romana (per lei oggi deve essere stata dura a livello emotivo) è la più promettente regista di centrocampo che abbiamo in Italia, insieme a Cecilia Prugna, oggi messa un po' in difficoltà dalla retroguardia romanista ma che è sempre uno spettacolo quando parte palla al piede. Importantissimo a centrocampo anche il lavoro di Norma Cinotti, che protegge le due fiorettiste con tanto tanto lavoro fisico. Sulle fasce bene De Rita e Di Guglielmo, Varriale e Giatras centrali ormai sono una certezza.

Papaleo e Bartoli


La Roma dopo i primi assalti rallenta, le azzurre controllano bene e cercano anche di creare gioco, e al dodicesimo vanno vicinissime al goal, quando Simonetti calcia una punizione delle sue e mette una deliziosa palla al centro che purtroppo passa e va senza trovare la deviazione vincente. Due minuti dopo Giugliano ci prova con un bel tiro dal limite, ma Rachele Baldi dice il primo dei suoi molti no.
A metà primo tempo attimi di paura per uno scontro testa contro testa tra Varriale e Bartoli, che ha dato origine però a un divertente siparietto sugli spalti; passato il momento di trepidazione,ci si è chiesto chi fossero le ragazze coinvolte. La prima è rialzarsi è stata Bartoli, e tutti "ah, lei figurati se non si riprende, nemmeno se le spari resta giù" poi si è rialzata anche Varriale, e tutti "Ah, ma è Marta, figurati, se lo sapevamo prima stavamo tutti più tranquilli,ha la testa d'acciaio pure lei" Cara Marta, se leggi queste righe non avere dubbi, sei considerata una guerriera capoccia dura da tutta la tribuna amica. Le due ragazze rientrano subito in campo senza tanti problemi, non sono mica quei fiorellini delicati del maschile.
Il resto del primo tempo prosegue senza troppi sussulti, le azzurre sono brave a contenere le folate offensive di Andressa (migliore in campo delle sue insieme a capitan Bartoli) e isolare le non troppo ispirate attaccanti. Si comincia a pregustare un primo tempo sullo zero a zero, quando nel recupero una punizione di Andressa crea lo scompiglio in area, la palla arriva a Bonfantini che calcia a botta sicura ma Baldi fa il miracolo, però la palla malandrina arriva a Thomas, fantasma fino a quel momento, che insacca a porta sguarnita.
Alla rete seguono fondatissime proteste di calciatrici azzurre e tifosi; prima della conclusione di Bonfantini il guardalinee ha alzato la bandierina per segnalare una posizione di fuorigioco ma poi l'ha abbassata un istante dopo, ma il gesto non è sfuggito, errore gravissimo perchè le bandierine o si alzano o non si alzano, non si può stare a ripensarci. Poi l'ultima parola spetta all'arbitro e riguardando le immagini il tocco che manda la palla verso Bonfantini era di un'azzurra e quindi il fuorigioco non sussiste, ma questa indecisione è un errore da matita rossa.
Nel secondo tempo la Roma la vuole chiudere e inizia un forcing asfissiante; al cinquantesimo Elisa Bartoli fa un gran goal di testa, ma la rete viene annullata per un fallo non suo. Evidentemente l'arbitro si è sentito in colpa con le romaniste per questa decisione, perchè pochi minuti dopo, dopo altri due tiri pericolosissimi delle giallorosse e due grandi risposte di Rachele, concede un rigore ai limiti dell'assurdo; Thomas ruba palla in area di rigore, Di Guglielmo la contrasta ma senza fallo e la poco corretta giocatrice francese si lascia cadere, e il direttore di gara abbocca. Gli animi sugli spalti si scaldano, indubbio, ma a ragione e comunque senza nessuna offesa verso le calciatrici giallorosse, certo all'arbirtro non sono arrivati mazzi di violette ma fa parte del gioco, sennò veramente chiudiamola qua e facciamo solo tornei di bridge.
Sul dischetto va Andressa, di solito una sentenza, ma noi conosciamo bene chi deve affrontare la brasiliana. Inizio a crederci, a incitare Rachele, ricordatevi la partita contro la Florentia e la doppia ribattuta alla Martinovic.
Andressa calcia come contro la Fiorentina, rigore alla brasileira secondo i dettami di Ronaldinho; angolato, potente e rasoterra, imparabile per tutti. Ehm, quasi tutti. Questo era imparabile per un buon portiere, persino per un ottimo portiere, ma l'Empoli in porta ha una FUORICLASSE, come ripeto da mesi. Non so quale legge della fisica abbia sfidato, fatto sta che Rachele ci arriva con la punta delle dita e la manda sul palo, sulla ribattuta Di Guglielmo si oppone a Bartoli che calcia sulla traversa, poi l'arbitro ferma per fallo in attacco.  E' il tripudio sugli spalti, il cuore mi ha  mancato dei battiti, groppo alla gola, ho visto qualcosa di favoloso, perchè lo dico senza nessuna esagerazione, questa è la più grande parata che abbia mai visto da quando seguo il calcio femminile.

Da stampare e farci un poster (fonte; pagina facebook empoli ladies)

Purtroppo però anche nelle migliori storie c'è sempre un risvolto spiacevole; questo paratone costa a Rachele un infortunio, forse per un movimento sbagliato o per una botta, ma la numero  mostra segni di sofferenza, si accascia a terra, sembra non farcela ma invece si, si rialza, e qui comincia un'altra partita di Rachele oltre a quella con le romaniste, quella contro il dolore e la sofferenza, quel dolore che ti fa piegare in due a palla lontana ma che viene ignorato con grande forza di volontà quando c'è da entrare in azione. Non può farcela, dico tra me e me, non è possibile, invece resiste fino al novantesimo. Questo è il coraggio, queste sono le grandi donne che rendono meraviglioso il calcio femminile.
E come nelle migliori storie calcistiche, a un grande intervento del portiere spesso segue il goal del pareggio. Che arriva non da habituè del goal come Simonetti, Prugna e Papaleo, ma da una calciatrice che chi segue il blog sa quanto stimo, che di ruolo fa la centrale difensiva e realizza con questa la sua prima rete in serie A; parlo di Marta Varriale, da oggi iscritta all'albo marcatrici con un bel colpo di testa su calcio d'angolo di Simonetti, le altissime centrali giallorosse sono travolte da una marea azzurra e tra tutte Marta insacca di giustezza, con la scarsa opposizione di sua maestà saponetta Ceasar, ovvero un liscione ogni tre interventi (ma può migliorare ancora la media se la lasciano in campo).
Alla rete fa seguito un'esultanza letteralmente travolgente, con Marta che va ad abbracciare Pistolesi in una fantastica istantanea, tutta la squadra in festa, tifosi impazziti, Marta ci indica, della festa anche noi siam parte, e vorrebbe anche travolgere Baldi ma l'acciaccata portierona le fa capire da lontano che non è il caso. Queste sono le esultanze che ci piacciono tanto, non i Balotelli che segnano e poi caracollano menefreghisti, più Marta Varriale per tutti.

"Sotto la curva, oh Marta sotto la curva"  (fonte; pagina facebook empoli ladies)

La Roma accusa il colpo, e le azzurre cercano con le ultime enegie di portarsi anche in avanti, e l'occasione colossale capita davvero; cross dell'inesauribile simonetti, Erzen svirgola ma Hjolman manca clamorosamente la ribattuta vincente, mostrando tutti i limiti del reparto avanzato azzurro. Purtroppo infatti oggi il problema era in attacco; assente Arianna Acuti, Anghileri si è impegnata tantissimo ma onestamente è ancora troppo acerba per impensierire una retroguardia come quella romanista, e l'intesa con Hjolman, oggi comunque in giornata meno brillante che a Milano, non è stata ottimale. Anche Morucci, entrata a 20' dalla fine, fa quello che può ma non ha il tempo di imporsi. Meglio Papaleo, ma le attaccanti hanno giocato troppo lontano dall'area di rigore, contro le ragazzone giallorosse era davvero difficile imporsi, purtroppo nel femminile la fisicità conta davvero molto e non sempre c'è il talento puro, come nel caso di Simonetti, a sopperire la mancanza di muscoli e centimetri.
La svolta della partita è al minuto 73, con l'ingresso di Serturini al posto di Bonfantini, la carta vincente dell'accorta Bavagnoli; la forte esterna d'attacco ingaggia una lotta impari contro la stremata di Guglielmo, e al minuto 86 la salta e mette in mezzo una palla calibratissima che purtroppo Rachele fa passare, e Boglioni non si accorge di Thomas che insacca sul secondo palo.
E dopo la rete proprio l'attaccante francese fa un gesto davvero incomprensibile; dopo aver esultato viene verso la nostra tifoseria e per ben due volte porta la mano all'orecchio, in un atteggiamento di aperta provocazione che sinceramente non ci stava nemmeno per idea, perchè il tifo caloroso e le parole forti ci sono state, ma solo ed esclusivamente all'indirizzo della terna arbitrale, ma mai in tutti i novanta minuti una calciatrice della Roma è stata apostrofata o insultata, chi segue il blog sa quanto sia sacro per me il tifo pulito e giuro che alla minima offesa sarei stato il primo a indignarmi, ma da "ospite" della curva empolese mi rendo personalmente garante che nessun insulto di nessun tipo è stato indirizzato alle calciatrici avversarie, e anzi, dopo il brutto gesto della Thomas invece di un insulto (che condanno a priori, ma a provocare non si ottiene mai niente di buono) la curva ha intonato un coro sull'orgoglio di essere empolesi, dando una lezione di stile alla numero 19 giallorossa. Cara Thomas, se non ti piace come si tifa in Italia o specialmente in Toscana (e infatti proprio a Roma immagino siano tutti dei gentleman che sorseggiano il tè col mignolo alzato durante le partite) puoi sempre cercare un campionato più adatto al tuo alto lignaggio, ma fino a che sei qui è consigliabile evitare certi atteggiamenti, perchè l'ultima cosa di cui ha bisogno il calcio femminile è di teste calde che provocano.
Vabbè, parentesi chiusa. Le ragazze dopo la rete subita non hanno la forza di esprimere un pressing organizzato, Cecilia Prugna è l'ultima ad arrendersi ma il suo tiro viene murato, e il triplice fischio fa calare il sipario. Ma nessuno di noi, nessuno, ha criticato le ragazze, queste sono atlete favolose che hanno dato il massimo,giocatrici di talento e avvenire all'inizio del grande viaggio, l'Empoli ladies è un orgoglio per il calcio femminile italiano e davvero non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta. Ora il filotto di partite tremende in campionato è alle spalle, ci saranno Orobica e Tavagnacco, le ragazze riprenderanno punti e morale, perchè il posto di questa squadra è subito dopo le grandi, a braccetto con Sangi e Sassuolo, la middle class illustre della serie A.
Quanto a me mi sono proprio divertito, ringrazio Andrea Arzilli che mi ha accolto tra la tifoseria con una cortesia impareggiabile, ringrazio Ilaria, la mamma di Norma Cinotti e tutte le altre persone con le quali ho diviso un grande pomeriggio di calcio, sperando che sia il primo di molti, perchè compatibilmente agli impegni lavorativi e con la viola verrò sempre volentieri a Monteboro, un bel posto dove si fa un bel calcio e un bel tifo.


IL PAGELLONE DI OMARONE (stavolta in azzurro)

BALDI 10; i motivi li ho già spiegati, una serie di interventi prodigiosi e quel rigore. Forse non è stata impeccabile nell'uscita sul goal dell'1-2 ? chi se ne frega, io i voti li do col cuore, non scrivo mica per la gazzetta.

DI GUGLIELMO 6 ; la solita partita di cuore e tecnica, peccato cali troppo nel secondo tempo e ceda il passo alla Serturini.

VARRIALE 7,5; solita prestazione elegante e generosa, la Thestrup praticamente non l'ha fatta esistere, e in più un bel goal con esultanza capolavoro. Very very good.

GIATRAS 6,5; eleganza insomma, ma Thomas su azione non fa praticamente nulla grazie anche alla sua marcatura. Rischia di decimare la tribuna ospite con una pallata sugli spalti il cui spostamento d'aria  fa la messa in piega alle signore presenti.

DE RITA 6,5 ; titolare al posto di Boglioni, prestazione di cuore e classe, anche se non ha la forza di lottare per 90 minuti contro le gigantesse giallorosse (BOGLIONI 5,5; dispiace ma purtroppo si perde completamente la Thomas sul secondo goal, doveva essere lei a metterci una pezza)

 SIMONETTI 8; ha i numeri dell'Alice Parisi degli anni migliori, e una visione di gioco degna di Pirlo, con passaggi illuminanti che illuminano il campo di Monteboro. Il futuro del calcio italiano passa dai suoi piedi.

PRUGNA 6,5; meno lucida e ispirata che contro Juve e Milan dove era stata mattatrice assoluta, l'altro grande talento azzurro è comunque un esempio di coraggio e tenacia. Tranquilla Cecilia, da qui a fine stagione ce ne farai vedere delle belle.

CINOTTI 7; sacrificata in fase di impostazione, praticamente tutta una partita da incontrista per proteggere Simonetti e Prugna, ruolo alla Gattuso che svolge più che bene. Gladiatrice oscura.

HJOLMAN 5,5; contro l'Inter era stata la migliore in campo delle azzurre, oggi le giallorosse la arginano senza troppa fatica, nonostante alcuni buoni spunti. Pesa la palla ciccata sul finale.

PAPALEO 6; impegno e coraggio tanto, ma conclusioni quasi niente, ma oggi contro le giallorosse era difficile passare. Per Papa-gol ci sarà modo di rifarsi nelle prossime partite. (MORUCCI S.V.;tanta corsa ma non ha modo di combinare niente nei pochi minuti concessi)

ANGHILERI 6- ; si ritrova titolare in una partita quasi proibitiva, ma la giovanissima attaccante ce la mette comunque tutta, ma è ancora troppo acerba per impensierire le esperte centrali romaniste. La ragazza si farà.

PISTOLESI 7; il suo Empoli ladies è vivo e pimpante, ha affrontato 4 partite proibitive vincendone una e mollando il colpo solo contro l'Inter, ma le sconfitte di misura contro Juve e Roma per questo gruppo sono come vittorie. Nessuna involuzione tattica, anzi il contrario, da ora in poi le ragazze cominceranno a divertirsi, come nel girone di andata.

domenica 2 febbraio 2020

TAVAGNACCO - FIORENTINA 0-1, OVVERO KAFKA IN FRIULI.





Avvertenza; questo post avrebbe voluto essere avvincente e gagliardo, parlare di una bella e pimpante partita, ma non potrà fare molto per divertirvi, in quanto non ho visto la gara in diretta se non per brevi spezzoni e non ho alcuna intenzione di recuperarla. Questo perchè la situazione assurda, appunto Kafkiana (ma con una spruzzatina di Buzzati e di nonsense alla Lewis Carroll)  che si è venuta a creare in terra friulana non ha precedenti nella storia recente del calcio di serie A, non solo femminile.
Detto senza troppi fronzoli; tra il primo e il secondo tempo l'arbitro (che evidentemente prima del fischio d'inizio pensava a programmare le vacanze agostane) realizza (o qualcuno gli fa realizzare) che manca l'ambulanza con annessi soccorritori. Si, avete capito bene, non c'è, una situazione che nemmeno in una gara dei pulcini del San Baronto nel profondo Montalbano.
Quindi partita sospesa, giocatrici di entrambe le squadre costrette negli spogliatoi senza nemmeno la possibilità di allenarsi (come spiegherà un giustamente indignato Cincotta nell'intervista post partita) minuti che passano, gli amici del viola club che cercano di aggiornarci via social su questa pantomima metafisica, Tim vision che trasmette le immagini del campo semi deserto, tanto che chi come me non aveva capito cosa era successo sulle prime ha pensato a un incidente gravissimo occorso a qualche calciatrice e si è seriamente preoccupato.

Dunque, di solito per regolamento dopo 20-30 minuti si dovrebbe definitivamente sospendere l'incontro, mandare tutti a casa e 0-3 a tavolino per la squadra ospite, in questo caso la nostra viola. Ma evidentemente decidono di volere bene al Tavagnacco, e dopo circa 45 minuti la partita ricomincia. Ah, ho detto, meglio tardi che mai ma l'ambulanza sarà arrivata. No, amici lettori, l'ambulanza arriverà a metà secondo tempo (14 e 11), quindi alla fine della fiera si può evincere che per tutto il primo tempo e per metà del secondo si è giocato senza assistenza e soccorso, e se succedeva un contatto killer tipo Antognoni-Martina o un arresto cardiaco vedi Renato Curi e Morosini voglio vedere come si faceva a intervenire tempestivamente, una follia all'italiana, giochiamo e incrociamo le dita che qualche santo aiuterà.

Alla fine, così per ridere, la "giustificazione" della cosa; scusate, l'associazione che si occupa del soccorso aveva capito che la partita era alle 14 e 30. Questo almeno quello che hanno sentito dire quelli che c'erano, perchè da parte delle pagine social del Tavagnacco non una riga di scuse, non un cenno su questa vicenda, anche se la colpa è prima di tutto dell'arbitro che doveva controllare però è la società di casa che organizza l'evento e quindi prende accordi con le associazioni per assicurarsi il soccorso, e almeno un post chiarificatore era doveroso, mi spiace ma con tutto l'affetto che provo per il Friuli e questa società, in questa occasione non vi siete comportati nel migliore dei modi. Era a rischio l'incolumità di tutte e ventidue le calciatrici, anche quelle di casa, e di chiunque sia la colpa è giusto che si esponga e faccia pubblica ammenda, perchè questo episodio a a inficiare la credibilità di tutto il movimento del calcio femminile, che ha bisogno di regole, sicurezze e garanzie, società e calciatrici così come i tifosi. Fino a che accadranno questi "disguidi" il professionismo sarà un qualcosa di lontano come le stelle.


Note liete; questa di ieri è stata la CENTESIMA VITTORIA DELLA STORIA DELLA FIORENTINA WOMEN'S su 137 partite!!
fonte; gruppo facebook passione fiorentina women's



un traguardo storico e importantissimo, che meritava di essere festeggiato in ben altri modi. E poi l'eurogoal alla Van Basten di Paloma Lazaro, grande stop e meravigliosa conclusione che dopo una parabola degna dell'arcobaleno si insacca sul secondo palo, imprendibile per Capelletti.
 Vi racconto una cosa buffa; mentre seguivo la diretta su Tim vision ero alla biglietteria di San Gimignano circondato da tifosi bianconeri, al goal inizio a saltare come un grillo e intonare Cuccuruccuccù Paloma; un tifoso zebrato sull'arrogante andante mi vede e mi fa "Si si esulta, tanto poi si stravince con queste ragazzine della Florentia e vi si stacca di nuovo" e io "Si, lo dicevano anche romanisti e milanisti proprio li dove sei te ora..."

E chi è andato a casa col musino triste tra me e lui? Cuccuruccuccù, Palomaaa.....

sabato 1 febbraio 2020

FORT APACHE, SAN GIMIGNANO.

Quando non posso andare a vedere le ragazze viola (e meno male che non sono andato a Tavagnacco visto la kafkiana situazione che si è presentata durante la partita, ma di questo parlerò nel prossimo post) come sapete mi piace andare a tifare per le altre toscane, e ieri a San Gimignano il piatto era veramente troppo appetitoso; in un solo colpo potevo tifare per le simpatiche neroverdi e gufare amabilmente (ma al tempo stesso ammirare, come è anche giusto che sia) lo squadrone bianconero di Rita Guarino, con tante delle ragazze mondiali che la scorsa estate ci hanno fatto sognare e innamorare del calcio femminile.

l'11 iniziale dell'impresa (fonte di tutte le foto; pagina facebook Florentia San Gimignano)


A me San Gimignano piace, per il posto, la gente, l'accoglienza, la realtà che hanno creato, il senso di appartenenza. E' una realtà più che provinciale, quasi da strapaese, ma la passione della gente è tale che chi viene da fuori non se ne accorge. E anche la squadra, ormai stabilmente a metà classifica, è più di una outsider, anche se le ben note traversie dello scorso dicembre hanno rischiato seriamente di minarne la bella favola calcistica e umana.
E proprio per questo, lo ammetto, ieri credevo ben poco a una qualche impresa delle neroverdi, a Firenze mi si era stretto il cuore nel vederle prendere sei reti con tale facilità, dove era finita la squadra sorprendente e battagliera che aveva avuto ragione di Roma e Milan? mi rifiutavo di credere che fosse tutto finito, perchè si, Orlandi e Kelly erano due giocatrici fondamentali, ma nove dell'undicesimo che avevano compiuto quelle imprese era ancora li, a rispondere presente, a ripartire a testa alta.

Lo spettacolo della tribuna neroverde

Ma la Juve, ripeto, è la Juve, una squadra che viaggia al ritmo di una schiacciasassi, che almeno un goal in stagione lo ha sempre fatto, che ha giocatrici più forti ed esperte in tutti i reparti.Ma lo sport è cuore, maledetto me che non ci penso mai, lo sport è cuore al cinquantuno per cento, solo il resto è tecnica e niente è statistica, perchè aveva ragione Serena Ceci nell'intervista inclusa nell'elegante (e ormai pezzi da collezione) libretto che ogni volta la società regala ai tifosi presenti; si parte da 0-0 e undici contro undici. Quante volte questa frase è stata detta, e quante volte abbiamo sorriso di scherno nel sentirla? ma invece è una grande verità che tutti, anche nelle partite apparentemente più scontate, dovremmo ripeterci.
In una cornice di pubblico incredibile, con tutto un paese dentro uno stadio, con le tribunette stipate all'inverosimile in uno spettacolo di bambini e ottuagenari fianco a fianco,le squadre entrano in campo in un clima di festa, il bravo speaker incita la folla e al tempo stesso invita al rispetto e al fair play, la Juve è amata ma anche detestata, sono sempre partite delicate anche se si tratta di calcio femminile; ma qui chiedo un applauso per il pubblico di San Gimignano e per le calciatrici in campo, perchè mai avevo visto tanta correttezza e clima disteso come quello trasmesso dalle bianconere, che anche quando spingevano come forsennate nel finale di gara non hanno mai perso i controllo dei nervi nonostante un arbitraggio parecchio, pure troppo all'inglese. Le ragazze di Rita Guarino hanno mostrato di meritare la maglia azzurra e di rappresentarci al meglio in europa e nel mondo, e anche le neroverdi si sono dimostrate alla loro altezza. Ripeto, applausi per tutte.

Ceci contro Hyyyrynen

Inizia la partita, e ammetto che per il primo quarto d'ora me ne sono stato seduto a testa bassa, quasi timoroso di guardare il campo, tanta era la paura di una debacle tipo Firenze, se entrava una rete nei primi minuti la partita sarebbe stata già finita. La Juve preme, non troppo ma ha sempre il pallino del gioco in mano, cerca di risolverla con le buone, Cernoia come sempre è la migliore in campo, cerca di aggirare la difesa e di liberare la bocca di fuoco Girelli, ma alla prima bomba della dieci juventina Katja Schroffenegger, una delle Davy Crockett del fortino neroverde, respinge senza troppi affanni.
Si, ho rammentato un eroe dell'immaginario western collettivo, perchè con l'andare dei minuti, con la spinta bianconera in aumento, questo evento ha smesso di essere un incontro calcistico per diventare un classico western col forte assediato. Ve li ricordate no, i film con John Wayne o Gregory Peck, le storie di Tex, dove pochi valorosi combattono con tutto quello che hanno per difendere uno sperduto avamposto da ferocissimi indiani superiori numericamente, che poi di solito arriva la cavalleria e al suono della tromba travolge gli assedianti? Bene, per le ragazze neroverdi l'unica cavalleria possibile era il tempo, e la tromba il fischietto dell'arbitro da udire tre volte, per il resto erano sole contro un nemico più forte e sempre più inferocito, ma anche sempre meno lucido.

Dupuy contro Boattin

Il campo è pesante, Rosucci e Cernoia non riescono a giocare sul velluto come sempre, e pian piano la loro manovra perde smalto, si fa prevedibile. Girelli è potentissima, il classico indiano dalla tempra eccezionale che riesce a penetrare dentro le mura, ma la capitana Dongus le tiene testa anche fisicamente, un duello serrato tra due gigantesse che porta anche a qualche fallo e a un giallo per un intervento in ritardo, ma se la tedesca ha il compito di annullare la punta di diamante, Rodella invece è elegante come Scirea e Trapattoni, in quanto gioca tutto sull'anticipo, con interventi di una precisione e di un coraggio da lasciare stupefatti.
Le fasce sono di Giulia Bursi e Serena Ceci; le esterne bianconere provano, si dannano, riescono in un dribbling ma non nel secondo,a un certo punto anche Sara Gama entra in area per cercare il goal ma Ceci la scorta fuori e la ferma, e quando chiede scusa al capitano di Juve e nazionale per un intervento troppo rude lei le da un buffetto e le dice che va tutto bene. Non so voi, ma io al posto della Ceci sarei gasatissimo.
Ma nonostante tutto qualche juventina riesce a passare, ma niente da fare, l'ultimo baluardo Schoffi non permette a nessuna di andare a segno, con interventi veramente miracolosi, e se in una occasione scivola e rimette in gioco la palla, rimedia agguantando sulla linea il tiro delle avversarie, per poi tenere ferma la sfera per far vedere che non è entrata, come Zoff in Italia-Brasile dopo il colpo di testa di Oscar.
E quando mancano pochi minuti alla fine della partita noi tifosi neroverdi iniziamo a vedere terra nell'orizzonte del mare infinito del tempo; un ragazzino dalla vista buona tiene d'occhio il monitor di Tim vision davanti a noi e ci aggiorna sui minuti che mancano, 15, poi dieci, poi 8, è uno stillicidio quasi insopportabile, Elisabetta Tona in panchina da la carica alle ragazze stremate, la Guarino invece è silenziosa e a braccia conserte, nella sua esperienza e intelligenza ha capito prima di tutti che il fortino resisterà. La tribuna grande è un tripudio di bandiere neroverdi, quella juventina è sempre più silenziosa e incredula, forse troppo abituata a vincere e segnare per trovarsi di fronte allo spettro di un clean sheet avversario.
Che poi, in tutto questo, la Sangi ha pure provato ad attaccare, e Sembrant ha murato su Nocchi un tiro che stava per entrare; ma la partita in attacco delle sangimignanesi è stata piuttosto affannosa con quella superdifesa di fronte, Nocchi ha i piedi buoni e il coraggio ma fisicamente non poteva competere con le centrali bianconere, Martinovic si sacrifica tantissimo anche in copertura ma ancora l'intesa con Nocchi e Nilsson è lontana, con Kelly riusciva a dialogare ma con il nuovo assetto l'intesa ha ancora da venire, e Dupuy è brava ma ancora troppo avulsa dalla manovra,niente di irreparabile ovviamente, servono solo più partite insieme.
Chi invece sta facendo rapidamente dimenticare Giulia Orlandi è la tedesca Florin Wagner; ha recuperato un un numero impressionante di palloni lasciati vacanti dalla difesa, ripulendoli e alimentando la manovra dell'attacco, quello che devono fare i centrocampisti di livello; un azzeccatissimo acquisto che sta già dando i suoi frutti.
Ma negli ultimi minuti della partita non c'è da pensare ad attaccare, ma di mettere un autobus davanti alla porta difesa da Katja; subentra il nervosismo e la paura anche tra le neroverdi, lo 0-0 era impensabile, forse era già un buon risultato anche una sconfitta di misura,ma ora che il novantesimo è maledettamente vicino le ragazze ora vogliono il punto, vogliono l'impresa. Ultimi secondi, la fresca Staskova scatta, le arriva una palla pericolosa, il pubblico trattiene il respiro, mi metto una mano a coprire gli occhi, non ce la faccio più...fuorigioco. Offside, offside, e ancora offside. Ci siamo, il ragazzino dice che è il minuto 94, è finita, e un secondo dopo eccolo, il triplice fischio.

la gioia finale

E' il tripudio,la tribuna esplode, trema sotto i salti di gioia, la Juve è stata fermata, sette punti in tre partite contro 3 grandi al Santa Lucia, le bianconere che si guardano esterrefatte, nemmeno ricordano l'ultima vota che non hanno segnato almeno una rete in campionato. la Florentia San Gimignano si è ripresa quello che aveva perso a dicembre, ha ritrovato il gruppo, l'identità, la voglia di continuare una favola in un paese che con le sue torri e le sue colline fiabesco lo è già di suo. Ogni partita a San Gimignano è un incanto di colori, di sapori, di festa, di Toscana. E di eroine temerarie che fermano i giganti.

INCONTRO CON SARA COLZI, E L'IMPORTANZA DELL'OPEN DAY DEL PONTEDERA CALCIO FEMMINILE.

 Fin dalla splendida intervista che, ormai più di un anno fa, mi regalò (Potete trovarla qui;  IL VIOLA E IL ROSA: LE PROTAGONISTE; INTERVIS...